A scadenza sempre più lunga, tanto che questo potrebbe essere l’ultimo articolo chissà per quanto, rieccomi, a riprendere in parte, ma senza malinconia o troppa riflessività, il tema del precedente articolo; i ricordi, i ‘ritorni di fiamma’ dei ricordi che bruciano, sogni da salvare, obiettivi sfumati, futuro incerto, il punto d’arrivo che può essere diverso da quello di partenza, le aspettative, la voglia di ricominciare e le frustrazioni… Tutto ruota intorno al sogno, per tanto coltivato, maturato ed assaggiato, di essere un attore… Ma i sogni, quando attraversano la vita reale, possono arrivare, come nel mio caso, a mettere solide radici nell’esistenza, come ci fossero sempre state, e forse inconsapevolmente è anche così…Ma, quasi sempre, ed è ancora una volta il mio caso, mutano forma, cambiano, come l’amore che all’inizio infiamma e poi si mitiga diventando qualcosa di più maturo…E’ questione di tempo, per vedere se anche questo maturerà o marcirà. Ma basta così ora, tanto, lo sappiamo, siamo io, la mia ragazza Genny, il mio migliore amico Luca(entrambi ‘colleghi’) e voi ragazzi, parte del mio cuore sempre, e residuati con me e come me della tragicomica, brillante, profonda, sempre formativa, e ormai compianta esperienza della compagnia teatrale ‘I Palconauti’. Per inesperienza, e un pò per troppa spavalderia, abbiamo commesso errori di valutazione di cui ancora ‘paghiamo’ resposnabilmente le conseguenze. Tra noi, durante e dopo questa biennale esperienza, abbiamo riflettuto, riso, provato rabbia e delusione, sentito grandi aspettative, esorcizzato la paura del domani facendoci forza a vicenda, anche se lo spirito di gruppo si è impietosamente sgretolato(e meno male che alcune amicizie forti sono sopravvissute!). E tra noi, in fondo in fondo, abbiamo sempre saputo prendere in giro la disparità tra quanto eravamo piccoli e un pò ‘arrangiati’ come gruppo, i tanti palloni gonfiati che abbiamo trovato per strada e ci hanno un pò illusi(benché anche all’inizio della compagnia non è che fossimo nati ieri) , e ciò che GIUSTAMENTE volevamo raggiungere. L’ironia è una grande forza, ed è per questo che io ora ho fatto quello che ho fatto.
Ricordate, oh Palconauti, quando più di un anno orsono, ci ritrovammo in quel di Paestum, nella natura incontaminata, tra antiche tradizioni rurali, in pieno relax, a girare un mediometraggio che fosse la testimonianza di un popolo antico e delle sue tradizioni che noi, forti della nostra rivisitazione campana di ‘Liolà’ di Pirandello, avremmo dovuto incarnare, affiancati da altre ‘giovani promesse’ del teatro campano? Tanto divertimento, risate, amicizie nuove, disquisizioni colte e semiserie sul teatro e sul FULGIDO avvenire dei Palconauti, che sarebbe stato poi al quanto ALGIDO, invece? E poi, mesi e mesi dopo ancora, lo scorso febbraio, quando finalmente, da star protagoniste, abbiamo fatto ritorno in quel di Battipaglia, davanti a critici, criticoni colti ed altra muffa varia ed eventuale per assistere con orgoglio alla prima del medio(cre)metraggio? Avrebbe dovuto far parte del circuito(sempre utile ed importante) dei festival dedicati al genere in tutta Italia, ma, diciamocelo, non se lo filerebbe neanche un assiduo appassionato di filmati grotteschi che zazzica regolarmente su YouTube….Almeno Non Finora…
La storia, per chi non la ricordasse è in breve questa: Un uomo, perso in autostrada senza benzina, di notte, anzicché cercare una stazione di servizio, scavalca il gardraill è si inoltra, col rischio di perdersi, nelle campagnie circostanti(ovviamente campagne intorno a Paestum) e trova un caseificio in piena attività. Qui, abbacinato dalla ‘conturbante’(?) banchista, assaggia una caciotta dietro l’altra, e, non si sa perché si risveglia al mattino in una vecchia masseria, in mezzo ad allegri contadini e contadine dell’800 che danzano servendo mozzarella, che più che rudi uomini e donne della terra sembrano i Village People con le Vallette di Passaparola(e vi ricordo con rammarico che c’ero anch’io). Qui, il nostro ritrova quella che dev’essere l’antenata della banchista, di cui s’innamora ma che è promessa qui ad un altro, e così assistiamo ai riti di preparazione al matrimonio; il corredo, la seranata di notte davanti al balcone con gli amici del promesso sposo, i riti notturni di gruppo con le invocazioni alla Luna per dare prosperità e ‘fertilità’ al matrimonio venturo, l’esorcismo del male attraverso il ballo della possessione, la taranta…Cose a cui il nostro uomo assiste curioso ma impotente, finendo poi solo, l’ultima sera, in una spiaggetta mentre i novelli sposi praticamente gli ciulano davanti. Così si risveglia di nuovo in auto, come se nulla fosse stato, ma ora ha una confezione di caciotte nel portabagagli…E così, senza neppure porsi di nuovo il problema della benzina, felice riesce a mettere in moto e se ne va! Ma, attenzione, questa è la trama vera, originale, per la quale(ormai voi ragazzi lo avrete anche rimosso) sono state scomodate anche due citazioni del filosofo greco Eraclito! Senza capo né coda? Magari si. Salvabile solo per il fatto(nobile nelle intenzioni) di mostarre antiche tradizioni perdute? Magari, non fosse per una resa tecnica(registica ed attoriale) tremendamente amatoriale, ma al punto di essere irresistibile(se si superano i primi quindici minuti di imbarazzo e se non si è uno degli attori partecipanti!). E poi, parlando di tradizioni, del lavoro antico sui latticini(i quali, per così dire, costituivano tra l’altro uno dei maggiori sposnsor…) nulla si vede, tranne un MODERNISSIMO e freddo macchinario soprastante una bacinella di siero di latte, che a due alla volta sputa fuori mozzarelle…Neanche un genio del minimalismo cinematografico e della nouvelle vague come Trouffeau avrebbe saputo cogliere una tale immagine!
Comunque, se davanti alle beffe del destino bisogna usare l’ironia e la risata come esorcismo, e se proprio questa, dopo molte (VERE) glorie a teatro, doveva essere la nostra ultima testimonianza impressa su pellicola, ho pensato che era giunto il momento di corere ai ripari. E così, dopo ore di copia, incolla, conversione formato, ricerca di altre immagini, musiche, montaggi, smontaggi, e milioni di copyrights violati, ora ci siamo. E da ieri(25 agosto) Anche su You Tube è in onda, in quattro puntate: ‘Ombre Di Luna- Una Cosa Che Proprio Mamma Mia’…. Ed ora, anche sul blog, eccolo qui, a cominciare dal trailer di presentazione, che sta….qui sotto
http://www.youtube.com/watch?v=SnNVQMwALAs
mentre il primo episodio è qui:
http://www.youtube.com/watch?v=fgS3pyLmV4Y
il secondo qui:
http://www.youtube.com/watch?v=0rgiMvYNOIo
qui il terzo:
http://www.youtube.com/watch?v=pOJ-O7ioWbA
e, infine, il quarto:
http://www.youtube.com/watch?v=cgLqQcbjtKM
SIGNORE E SIGNORI, BUON DIVERTIMENTO
Senza Categoria |
Pubblicato da fabionauta