Amen, baby

Maggio 13, 2007

Dio, intuito, amore o grembo caldo che tu sia, prendi queste mie mani ed insegna loro ad aver cura, se puoi

Fede, impulso, volo cieco o pensiero che tu sia, prendi questa mia voce ed instillale suoni di compassione, come si instilla acqua in un deserto, ma non inondarla

Spirito, fantasma per chi prega, angelo silenzioso o eco dei miei sogni che tu sia, prendi questo mio cuore, coglilo in ginocchio, spremine paura come una spugna da lavare, ascoltalo gridare, ed insegnagli a menitre alla notte

Tienimi stretto al tuo ventre, ed io proteggerò il tuo, lo guiderò fuori dalla tempesta, coglierò fulmini e tormente per irrorare la mia pelle bugiarda, e terrò stretto il tuo capo sul petto, petto troppo caldo per non glaciarsi alle bufere di un dubbio potente

Tienimi al tuo ventre, e se il pugnale chiederà il sangue di chi amo lo progerò alla tua mano, perché la mia colpa sia la tua arma, e non donare misericordia per questo, sarò io ad offrirtela in ginocchio, prendila, o il mio Ego ne soffrirà, e potrei non avere più ragioni per restare

Tieni memoria di queste parole, custodiscile nell’abisso in cui nessuno di noi dovrà cadere, amane l’alone di incertezza, coglilo come un fiore che non puoi vedere, agisci su di me solo per il profumo che ti lascia quel fiore, e se quel fiore saprà di redenzione, potrò volare via, e sarà sempre e soltanto per soffiare sul tuo collo e lasciarti le mie ali, lasciarle ed andare via annusando il mistero della creazione sul tuo seno

Prendi questa preghiera, per qualcuno che piange e soffre negli angoli più bui, nei sobborghi offesi che nella creazione abbiamo scordato, amanti distratti sull’orlo dell’Universo, prendi questa preghiera, non cambierà la forma del mondo, non donerà luce e chiarezza per chi è cieco, ma tu custodiscila ugualmente, tienila stretta…e se lo vorrai, trovale risposta


Nel nome del padre

Maggio 9, 2007

Ho visto l’alba con una canzone nelle orecchie,

L’ho vista, con tutti i colori che danzavano nel cielo, il porpora con il cobalto, e il turchese con il giallo…Danzanvano, e non una nuvola ad offuscarli, era perfetto

Ho visto l’alba con una canzone nelle orecchie che parlava di te,

Scanzonata come gli Stones, dolce come i Beatles, e l’ho riconosciuta

Parlava di rughe che disegnano il viso, ma che non celano fragilità

Raccontava della comprensione che non cede il passo all’ira, ma resta con gli occhi ben aperti

Parlava di prudenza, e del prendersi ciò che ti nutre il cuore prima che lo faccia qualcun altro

Ho visto colori perfetti danzare alle luci del mattino per darmi il tuo buongiorno

Come se avessi scelto per me un dipinto, che mi parlasse del peso inconfessato della leggerezza, dove puoi avere il controllo ma la gravità non ti schiaccia

Ho ascoltato note di merito a tanta tenace pazienza per non perdermi in me stesso, anche quando avresti dovuto o potuto lasciar andare questo figlio distratto

Ho taciuto note di giudizio ad un salto troppo grande per gli occhi di un ragazzino, prorpio quando il mio dolore avrebbe potuto ferirti di più, nel veleno di una menzogna a fin di bene, nell’ inebriante conforto del tuo esser carne e sangue, preghiera e peccato, come me

Ho suonato accordi taciti e necessari, perché fosse uno spartito organizzato ad armonizzare i nostri cuori, più che un vuoto compromesso, alla destra del padre entrambi

L’alba è per ricominciare, la musica per confortare, lo sappiamo entrambi

Io di me e tu di me ancora, io scrivo come giunco che segue il vento che tu hai soffiato

Battaglie già combattute per entrambi, chi cullerà i sogni dell’altro affidandoli alla silente luna?

Tieni, scirvi, racconta, difendi, come io per te ora

La mia lingua articola il tuo suono, e la canzone all’alba è per entrambi, chi sia l’emissario non fa differenza, nessun altro capirà

Ma a me non resta che lasciar scrivere il giorno ancora, e canticchiare la canzone come fai tu, sussurrandola come il più grande dei segreti…Nel nome del padre