Frammenti

Per l’ennesima volta, stavo riguardando e riascoltando il DVD tratto dal concerto di Milano degli U2 a San Siro del 21 luglio 2005…Ascoltavo e guardavo col cuore, inondato da quelle sensazioni, da quegli odori e da quelle immagini che hanno fatto del 2005 il mio ‘Punto Zero’, anno che ha incrociato principi, sviluppi, e termini di tante cose importanti della mia vita; riguardando scorrere il concerto(il secondo della mia vita dopo quello di Sting nel 2000 a Montesarchio, provincia di Benevento), come al solito mi sono ritrovato a concentrare tutti i miei undici decimi di vista da falco verso quel primo anello dello stadio(esattamente la parte del primo anello che quella sera affacciava dal lato del palco ‘occupato’ da The Edge) ogni volta che veniva minimamente inquadrato. Squadravo in quella direzione, cercando ancora una volta di ritrovare quattro piccole sagome; la mia, a torso nudo, con berrettino mimetico ‘bonoide’ e in totale abbandono estatico, quella di colei che per due anni è stata la persona più importante della mia vita, la mia musa, quella del più altruista, dolce e ‘rockeggiante’ amico che abbia mai avuto e quella della sua ‘dark-davidbowiesca’ amica. Eravamo lì dalla sera prima, ospiti di carissimi amici milanesi, i quattro della spedizione u2…Per me, che per motivi personali saltai la data del 18 settembre 1997 a Roma del PopMart Tour, e poi, per ragioni di lavoro, quella del 21 luglio 2001 a Torino dell’Elevation Tour, si trattava di una questione vitale essere lì, quella sera. Un sogno divenuto FINALMENTE realtà! Alleluja!!! Quasi tre ore di musica, storia della musica, politica, passione, lacrime(quelle che mi sgorgavano a fiumi durante ‘Miss Sarajevo’ che Bono, cantando anche la parte originale di Pavarotti in Italiano, ha dedicato alle vittime dell’attentato alla metropolitana di Londra, avvenuto solo una settimana prima, cui, solo tre giorni dopo lo show, sarebbe seguito quello a Sharm’El Sheik) …Ma soprattutto, durante un’estemporanea ed imprevista gita nel cuore della città assolata(e fuori programma, dato che avevamo in mente di raggiungere lo stadio nella tarda mattinata!), eccoci ammutoliti ed increduli, davanti all’affollato ingresso del prestigioso Hotel della galleria di fronte al Duomo, dove vediamo uscire sereni, felici, luminosi, rilassati e bellissimi, Bono e The Edge…!!! Chi era li(Confermerà poi ‘lucignolo’ la sera dopo su Italia Uno) sa bene che non erano sosia depistanti, ma proprio loro due! Le due menti degli U2, i Lennon-McCartney della nostra generazione!!! Dopo quella giornata, forse, avrei potuto morire in pace! Era, in fondo, un sogno divenuto reale, ed un altro dei tanti meravigliosi momenti vissuti con la mia ‘Musa’, l’oggetto dei miei pensieri romantici, della mia fantasia scrittoria, del mio eros, della mai disperazione, delle mie scoperte su chi sono e come posso essere, delle mie sconfitte e delle mie debolezze fino ad allora sconosciute, delle mie risate. Quel giorno, era stata una tappa di quel bellissimo e terribile grande viaggio di vita ed amore con lei, che prorpio nel primo anno, nel 2005(data ufficiale di questo ’start up’ era in realtà sabato 18 dicembre 2004) ha avuto i suoi momenti più belli; l’estate in quel piccolo paradiso chiamato Sorrento,e poi nella pace dell’Umbria, e prima ancora, prima anche di Milano, il viaggio a fine aprile, per festeggiare entrambi i nostri compleanni, nella splendida Londra! Londra, un luogo tra Europa ed America, una storia a se, un ombellico del Mondo, tra New York ed il rigore tradizionalista del Nord Europa, ma con tanta libertà ed irriverenza. Londra che, tra il ‘Benny Hill Show’, ed il rock’nroll di David Bowie e Led Zeppelin, Beatles e Who che ha sempre amato mio padre, è stata sempre dentro di me, parte del mio sentire, che forse spiega il mio amore per certa musica, ma anche per l’ironia, il senso di riservatezza, lo slancio verso il teatro e tutto ciò che è creatività, la serenità e l’apertura nell’incontrare realtà diverse. E poi, cosa altrettanto fondamentale che mi lega all’idea di Londra, l’imenso amore che ho dall’adolescenza, e che a sua volta è ormai legato anche ai ricordi del liceo, nei confornti dei Queen e di ciò che nell’arte e nello spettacolo, e nel costume, ha rappresentato quel sensibile, istrionico, geniale, sconsiderato, coraggioso esteta di nome Freddie Mercury! Con lui non c’è storia per nessuno, mai! E dunque quel viaggio, il fatto di averlo condiviso con la mia Musa, e di essere approdato come al culmine di un peregrinaggio davanti alla villa di High street Kensighton in cui Mercury ha vissuto gli ultimi anni e dove si è poi spento,45enne, a causa dell’AIDS, è stata per me la chiusura del cerchio, ed il momento(da quando ho, malvolentieri, rimesso piede in Italia!) in cui si è accesa la fiamma della scrittura!…E poi anche il dolore, distante e vicino al tempo stesso, per il fatto che un male talmente potente come l’AIDS abbia potuto stroncare in così prematura età una persona tanto grandiosa e talentuosa; forse anche grazie a lui, ed all’impegno tanto strenuo di Bono degli ultimi anni(che non ha mancato di sottolineare anche durante lo show di Milano) , ho cominciato a riflettere su quanto sia importante per un artista essere presente nel proprio tempo, e capace di lanciare spunti di riflessione. Questo vuol dire che in qualche modo sono anch’io parte di quella generazione che se non è cresciuta col Live Aid(il concerto mondiale per l’Etiopia organizzato a Londra il 13 luglio 1985,e dove proprio U2 e Queen fecero la parte dei leoni!) di certo è venuta su con quel mito. Ebbene, il 2005 mi ha regalato anche questo; già perché come tutti ricorderete, il 2 luglio, in occasione del vertice del G8 a Glasgow, il mondo del rock si è nuovamente riunito per il seguito del Live Aid…Un brivido per me, soprattutto perché l’apertura(da Hyde Park, quel grande, storico e meraviglioso parco londinese dove ero stato solo tre mesi prima!) era affidata proprio agli U2…Un’esibizione adrenalinica che, anche se seguita dalla TV, fu per me trepidante e commovente, rafforzata anche dalla consapevolezza che solo 19 giorni dopo li avrei visti e sentiti da molto vicino! E poi, a dare ancora più vigore e calore all’idea di sentirmi parte di qualcosa di forte, di grande, di concreto, ambizioso, creativo, c’era soprattutto che il 2005 è stato l’anno, pieno ed esaltante, in cui è partita la splendida avventura della mai, nostra, compagnia teatrale; sette persone talentuose, giovani, determinate, fantasiose, divertenti, diverse tra loro, unite, ambiziose, coscienziose, piene…I Palconauti!….Vorrei che quell’anno potesse ripetersi…Anche solo un giorno, ma quell’anno non c’è più.

3 Risposte a “Frammenti”

  1. unico cardillo Dice:

    ci voleva bono & Co per farti tornare al blog….o meglio i ricordi.
    quando viviamo nel presente spesso anneghiamo nei ricordi passati,senza accorgerci
    che stiamo forgiando dei nuovi ricordi per il futuro. non spero che tu possa rivivere quell’anno,spero per te che tu ne possa vivere altri diversi e intensi come quello. così avrai altri ricordi

  2. Shadi Dice:

    Hai proprio ragione…. la musica e i ricordi di tutta la crescita che l’accompagnano, lasciano nella nostra anima dei segni, che ci formano e col tempo riemergono, e ci donano ancora emozioni forti! Nel mio caso il 2005 era tutto proiettato in avanti, in me non c’era un amore decennale per gli U2 né il mancato concerto dell’Elevation Tour. Anche se gli U2 li ho sempre ascoltati perché,non per esagerare o per essere di parte, sono straordinari! Ma era tutta una scoperta, un mondo nuovo in cui m’impegnavo a coltivare e a far crescere con tutte le forza me stessa e me stessa rispetto agli altri. E poi c’eri tu! La persona che per due anni non ha fatto altro che farmi sentire come, anche dopo ouna delusione profondissima che mi ha comunque lasciato un segno, come fosse ancora possibile fidarsi di qualcuno e lasciarsi andare al momento che ti si presenta e vivere le emozioni che ti regala perché, anche se ce ne saranno altre perché la vita continua sempre, ma quelle lì non tornerannopiù. Ed io sono felice di aver lasciato aprire di nuovo il cuore a te che sei stato il mio narratore, la mia gioia e la mia rabbia, la luce nei miei occhi ed il fuoco nel cuore! E per questo mi unisco a te nel dire di vivere i momenti, con leggerezza o no dipende dallo stato d’animo, ma comunque non precludersi le emozioni, perché belle o brutte ci danno qualcosa su cui costruire, crescere o per lo meno riflettere. E’ proprio perché ho vissuto quei momenti, il concerto con tutto la sua adrenalina, il viaggio con il nostro tenero-sarcastico amico , il nostro viaggio a Londra con tutta la sua magia…. è perché mi sono lasciata andare che ora posso ricordarli, come tu ricordi la tua adolescenza con i Queen e tuo padre con Who, e ricordandoli sorridere e pensare che potrebbero essercene altri, non uguali purtroppo, ma con il loro valore e la loro bellezza emotiva.
    La leggerezza? Si a volte si sente il bisogno di averla, di sceglierla come stile di vita, ma per lo succede, per assurdo, quando in realtà c’è nel profondo il bisogno di ritrovare un equilibrio perso, una stabilità della nostra identità che in quel momento sembra in bilico, in difficoltà. Mi sbaglio? Perciò per me, e lo dico a tutti, leggerezza e “vivere i momenti”, vanno bene ma non vogliono dire mancanza di progetti, piuttosto cercare di portare avanti le proprie idee e cercare di realizzare i propri sogni, senza che questi si trasformino in un macigno sulle spalle. Non so, forse è contorto il modo in cui l’ho espresso, può sembrare una contraddizione… ma tanto la vita è spesso un’assurdità! E poi non è detto che io abbia ragione! Ho detto la mia! Se non siete d’accordo…….. chi se ne importa, il mondo è bello perhé è vario! Baci a tutti!

  3. Shadi Dice:

    Hai proprio ragione…. la musica e i ricordi di tutta la crescita che l’accompagnano, lasciano nella nostra anima dei segni, che ci formano e col tempo riemergono, e ci donano ancora emozioni forti! Nel mio caso il 2005 era tutto proiettato in avanti, in me non c’era un amore decennale per gli U2 né il mancato concerto dell’Elevation Tour. Anche se gli U2 li ho sempre ascoltati perché,non per esagerare o per essere di parte, sono straordinari! Ma era tutta una scoperta, un mondo nuovo in cui m’impegnavo a coltivare e a far crescere con tutte le forza me stessa e me stessa rispetto agli altri. E poi c’eri tu! La persona che per due anni non ha fatto altro che farmi sentire come, anche dopo ouna delusione profondissima che mi ha comunque lasciato un segno, come fosse ancora possibile fidarsi di qualcuno e lasciarsi andare al momento che ti si presenta e vivere le emozioni che ti regala perché, anche se ce ne saranno altre perché la vita continua sempre, ma quelle lì non tornerannopiù. Ed io sono felice di aver lasciato aprire di nuovo il cuore a te che sei stato il mio narratore, la mia gioia e la mia rabbia, la luce nei miei occhi ed il fuoco nel cuore! E per questo mi unisco a te nel dire di vivere i momenti, con leggerezza o no dipende dallo stato d’animo, ma comunque non precludersi le emozioni, perché belle o brutte ci danno qualcosa su cui costruire, crescere o per lo meno riflettere. E’ proprio perché ho vissuto quei momenti, il concerto con tutto la sua adrenalina, il viaggio con il nostro tenero-sarcastico amico , il nostro viaggio a Londra con tutta la sua magia…. è perché mi sono lasciata andare che ora posso ricordarli, come tu ricordi la tua adolescenza con i Queen e tuo padre con Who, e ricordandoli sorridere e pensare che potrebbero essercene altri, non uguali purtroppo, ma con il loro valore e la loro bellezza emotiva.
    La leggerezza? Si a volte si sente il bisogno di averla, di sceglierla come stile di vita, ma per lo succede, per assurdo, quando in realtà c’è nel profondo il bisogno di ritrovare un equilibrio perso, una stabilità della nostra identità che in quel momento sembra in bilico, in difficoltà. Mi sbaglio? Perciò per me, e lo dico a tutti, leggerezza e “vivere i momenti”, vanno bene ma non vogliono dire mancanza di progetti, piuttosto cercare di portare avanti le proprie idee e cercare di realizzare i propri sogni, senza che questi si trasformino in un macigno sulle spalle. Non so, forse è contorto il modo in cui l’ho espresso, può sembrare una contraddizione… ma tanto la vita è spesso un’assurdità! E poi non è detto che io abbia ragione! Ho detto la mia! Se non siete d’accordo…….. chi se ne importa, il mondo è bello perhé è vario! Baci a tutti!

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