Dove?

Aprile 12, 2007

Dove sono stato tutto questo tempo, lontano dal web, o comunque dal blog? Non ho perso la lingua lunga, la convinzione, la presunzione, l’egocentrismo, il narcisismo o l’idealismo di stare attento a certi argomenti, ma…Esistono sempre dei ‘ma’ che conducono la nostra vita, o anche soltanto il nostro pensiero su di un binario differente, inatteso, magari capace di gettare nuova luce.No, tranquilli, non sono stato colpito da nessuna foglorazione mistica, sono sempre qui…Ma, ecco ci ritorno a quella particella grammaticale che può cambiare tutto o nulla; Ma, a volte bisogna fermarsi, smettere per un pò di guardare verso l’esterno e tornare dentro di se, rituffarsi in acque spesso torbide, in certi casi, credetemi, imperbie.E quando ci si barcamena in quel tipo di acque, bisogna staccare qualcosa, smettere di sovraccaricare cuore e mente, e, perdonate l’espressione contraddittoria, prendersi la responsabilità di lasciarsi andare al momento, di cercare di diventare leggeri.Forse così si può andare in fondo ai propri demoni e decidere se scendervi a patti o scacciarli. Ma forse è già sbagliato sforzarsi di cercarla la legerezza. Quanto può essere difficile esternare fino in fondo i propri dolori più nascosti?Non ne ho idea, ma vorrei chiedervi una cosa; perché non provate ad aiutarmi? Scrivete dei versi, poesie, lasciatevi andare…proviamo ad interpretarci a vicenda, da qualche parte bisogna pur cominciare perciò…

In Silenzio 

 

I migliori di noi si volteranno via in silenzio, chiedendosi quando saranno impressi sul marmo eternoI più saggi di noi taceranno alla soglia seminando speranze, lasciando potenziali idee per un futuro più fieroI più avveduti di noi terranno in braccio figli che mai conosceranno, parlando loro tra le risate per regalare sogni di realtà da migliorare 

Potrai dunque tendere una mano, perché nessuna idea può essere più grande di qualcunoPotrai allora sorseggiare istanti di tè e frumento caldo, perché uno sbaglio può diventare il seme di ciò che non ti aspettavi 

In milioni tra noi aspireranno a quella condizione, Madre Terra porta segni che valicano i Kenion e i Deserti secolari,  ghiaccia e in un soffio di calore porta acqua dove i campi hanno smesso di guardare oltre se stessi! 

I maggiori di noi arriveranno solo a metà di questo viaggio, contemplando le rose alla rugiada d’aurora come i primi uomini sulla Terra, come se quei profumi che spandono in ogni dove siano i primi del Creato! 

Potrai dunque contemplare un quadro dove firmamenti e tramonti greci si incontrano con la marea inarrestabile d’un diamante di prati ed edera fresca, perché quando i contorni si sfocano e la distanza aumenta è tutto quanto più chiaro! 

Potrai allora saccheggiare tesori e odalische soavi di voluttà come il derviscio affamato di balli del cuore che macchia l’esistenza di colori d’acqua forte e carica di densità, perché quando potrai arrenderti all’immutabile avrai trovato la tua forza! 

I  migliori di noi racconteranno storie aspettando che qualcuno glielo chieda, fingendo di non ricordare d’aver ripetuto quella storia mille volteI più saggi di noi sapranno che la più grande saggezza è tenere il capo chino sui libri del Nuovo per esserne sempre curiosi, vispi, ma in silenzioI più avveduti di noi sapranno quando avvedersi e quando lasciare la prudenza agli sciocchi, perché non sempre guardare oltre vuol dire liberarsi dalle paure che ci affliggono come ombre nell’antro! 

Ti prego, se sarò mai uno di loro, lascia che la mia candela arda luminosa ma discreta fino a che la cera della mia anima non sia tutta disciolta e l’ultimo spicciolo sia entrato tintinnando nel silenzio della navata chiaroscura 

Ti prego, afferra per me questi affanni e queste paure di cose mai fatte e regalale a chi potrà fare di meglio! 

E così, seppur mai potrei ammetterlo, bagnami con il tuo pianto come fossi pianta da innaffiare, perché
la Misericordia potrebbe fermarsi su pietre e marmi, eppure, per il vagito di un bambino, potrà farsi carne e tenerezza come te che mi racconti l’ultima favola del Mondo!
 

Prego, e scrivendo a notte fonda mi sorprendo, raccolto con me stesso, solo io, anima, sangue, parole, punti e virgole, ed ancora cuore, punto e a capo… 

Prego, per me, gli occhi, e le vite, e le idee che presumo di sapere intimamente e in cui mi fingo e mi confesso, col calice traboccante di pietà, ancora sangue, promesse e presunzione, da donare ancora! 

Prego, stanco eppure così lucido, guardando l’Universo e cercandone la grandezza e la via di guarigione, pur sapendo che lo zoppo troverà la via sbattendo contro i muri, fino a che smetterà di poggiarsi sul bastone pieno di lagnanze come se da quel legno di sostegno debba un dì crescere un ramoscello d’autocommiserazione infruttuosa! 

Prego, nel silenzio d’assenzio, semplicemente tacendo senza supporre di sapere, che se io e tu e la moltitudine tutta ognun per se sappiamo, cosa mai sappiamo, che non sian più verità? E dove, se c’è,
La Verità?
 

Prego, che quell’ultima agonizzante idea mi sveli ciò che penso, quanto mai è importata più la risposta della Vera Domanda? 

Lasciami tra le mani questo, e come i migliori di noi, anch’io lascerò altri ad affannarsi su questi fardelli, mentre alla soglia starò steso su di un prato ad osservare ciò che solo vedevo…Come i migliori di noi, si! In silenzio