Restando saldamente attaccati al tema dell’abuso e della consapevolezza dei diritti umani nel Mondo, segnaliamo:
In www.amnesty.it troverete in homepage un articolo importante sui prigionieri politici torturati a Quantanamo dagli americani, un luogo di vergogna che dovrebbe essere immediatamente chiuso e ricordato nella storia come simbolo di tutte le peggiori barbarie del Ventesimo/Ventunesimo secolo, i centosette anni di maggiore impennata del progresso e,ovviamente, di maggiore alienazione degli individui nel progresso, dunque di più veloce disgregazione della società e del nucleo familiare, dunque di brutalità ed imbarbarimento etico medioevale. Chiudete Quantanamo!
Il 12 giugno verrà pubblicato l’album tributo ‘Instant Karma’ che, come molti possono desumere dal titolo, conitene canzoni di John Lennon, uomo simbolo dell’arte come strumento di comunicazione che valica i confini della pura performance per diventare ‘Performance’ che scende dal palco e stabilisce un contatto così sanguigno con la gente e la strada da strattonarla, porle domande ed alzare serie questioni, anche con le armi del surrealismo e della provocazione. I brani in realtà sono cover eseguite da artisti che negli anni, e con approcci e stili musicali diversi, hanno raccolto ed amplificato il messaggio di Lennon; R.E.M., Green Day, Yusso’n Dour, U2 e altri ancora. Alla band irlandese è affidata proprio la cover della tittle track del disco. I ricavati saranno tutti destinati ad Amnesty International, che a sua volta provvederà a distribuirli per salvare la popolazione martoriata del Darfur(in Nord Africa) dal corrente genocidio, altra strage di massa di cui nessuno parla; ricordiamo a proposito che il primo grande personaggio pubblico ad occuparsi del Darfur è stato l’attore americano George Clooney, il quale ha svolto un lavoro umanitario-giornalistico sul posto, creando un reportage di sensibilizzazione con l’aiuto del padre giornalista.
Last but don’t least, gira sempre di più la voce, ormai una vera e propria notizia più che un semplice ‘roumor’, a proposito del ‘S.O.S. Concert’, fortemente voluto dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti ai tempi di Bill Clinton, democratico convinto e grande studioso di clima ed ambiente, Al Gore. Gore,infatti, dai tempi del college svolge studi sull’impatto ambientale degli agenti inquinanti prodotti dall’uomo, specie le fonti energetiche non rinnovabili, in particolare il petrolio. Ormai, spero, sono rimasti davvero in pochi a credere che i risultati di certi convegni scientifici sulla non rilevanza dell’inquinamento umano sul riscaldamento globale possano considerarsi attendibili. Tutti ormai sappiamo che molti di quegli scienziati hanno rapporti di convenienza e contatti diretti con le grandi corporazioni che inquinano, molti sono coloro che si potrebbero definire ‘yes man i cui rapporti ufficiali devono servire a creare una facciata di rispettabilità a questa o a quell’azienda’ così da evitare loro ’fastidi’ o ‘rogne’ da parte degli ambientalisti! Il mega concerto dovrebbe avere luogo il 7 luglio prossimo(o comunque nel mese di luglio) e, come il Live8 del 2 luglio 2005 per la lotta alla povertà del Terzo Mondo, si svolgerà in più concerti in varie grandi città del mondo, col ‘main event’ ancora una volta a Londra, ma non si sa se ad Hyde Park o nel nuovo Stadio di Wembley. Moltissimi i nomi che formano la line up e che hanno già dato adesione; da Robbie Williams ai Green Day, dai Korn a Keynie West…Da confermare ancora la presenza delle star più attese dal pubblico in questo genere di eventi di sensibilizzazione, e che se confermassero sarebbero ospitati sul palco principale a Londra, gli U2.
Alla fine di tutto questo una domanda; fino a che punto un artista, un creativo, un comunicatore, può spingersi a trasformare una sua ‘performance’ artistica in qualcosa di tanto intimo, introspettivo, da valicare i confini dell’esibizione e sviluppare un impatto sociale? Può sempre un artista fondere con i mezzi del suo talento l’ intimismo, sentimenti personali ed opinioni, o farsi narratore dell’impatto delle grandi cose del Mondo sui sentimenti privati altrui? A che punto l’impegno di un artista smette di essere la capacità di immaginare il Mondo con occhi altrui e si trasforma in business? A voi
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Pubblicato da fabionauta