Perché no?

Marzo 11, 2007

Rileggendo e ripensando all’articolo appena pubblicato, ho pensato di andare oltre: perché fermarsi a dare i recapiti di Amnesty? Dato che il mio vuole essere anche un blog informativo, perché non dare l’informazione completa? O meglio, un pò più completa, dato che i siti di Amnesty forniscono ampie informazioni legate anche ad eventi e storie che vanno assolutamente lette.Perciò, ho pensato di farmi anch’io portavoce di ciò che ha ispirato dal 1962 i principi di Amnesty, diritti acquisiti ed oggi considerati fin troppo scontati da troppe persone, e tuttavia ancora calpestati in molte parti del Mondo, che non tutti conoscono per intero e che tutti DEVONO avere ben presenti. Ecco a voi, la dichiarazione dei Diritti Umani. Esagerato? Perché no?

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8
Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri nonché della fondatezza di ogni accusa penale gli venga rivolta.

Articolo 11
1) Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

2) Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà deI pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13
1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.

2) Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14
1 ) Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.

2) Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15
1) Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. 2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16
1) Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.

2) Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

3) La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17
1) Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.

2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.

2) Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21
1) Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.

2) Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.

3) La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve sere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23
1) Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

2) Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.

3) Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.

4) Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25
1) Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

2) La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26
1 ) Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

2) L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

3) I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27
1) Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

2) Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29
1 ) Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

2) Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.

3) Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

 


Non Mollate!

Marzo 11, 2007

Il senso di compimento; quando un intrico apparentemente difficile da dipanare si risolve, quando le metafore appaiono rivelatrici come un’epifanìa salvifica, quando un barlume di semplicità scioglie i dubbi. ‘La verità vi renderà liberi’, ‘la penna è più potente della spada’…frasi ormai standardizzate, semplici, vere, semplicemente la verità. La verità dichiarata con le parole, la potenza catartica di semplici parole per raccontare verità inenarrabili, mettere l’uomo a confronto col proprio potenziale ferino e distruttivo, fargli conoscere fino all’esorcismo il proprio lato oscuro: ‘homo homini lupus’, forse è davvero questa la natura umana, e il compito del letterato e dell’artista è far sì che egli riconosca questo suo insito dualismo, lo affronti, e così facendo contribuisca a creare una civiltà migliore, dignitosa, rispettosa. Ecco dove l’arte è catalizzatore sociale, dove lo spettacolo, come fece Brecht, scende dal palco e diventa ‘epico’, da ‘epos’, cioè capace di mettere radici nel tempo e nella storia, nell’attualità e nelle genesi storico-politiche che l’hanno scaturita, nell’animo umano, nella sua psiche e nel modo in cui i suoi parametri mutano in concomitanza con gli eventi reali. Questo è ‘Tango’, il bellissimo spettacolo-testimonianza(in giro con successo già da sette anni!) ora al ridotto del teatro Bellini di Napoli, diretto da Francesca Zanni. La scarna scena è un luogo onirico, senza un vero spazio-tempo, dove il potere della parola e delle semplici metafore ha modo di emergere con la purezza del suo significato più universale: due storie parallele ed apparentemente slegate, due luci e due diverse prospettive..una donna piena di passione che cerca rifugio nel peso e nella mutevolezza di significato delle parole, ed ha l’aria di fuggire da qualcosa…un uomo, che cerca senza soluzione una passione, che non fugge,invece, che non ha nulla da cui fuggire, non ha stimoli, eppure c’è qualcosa che fugge da lui…Due storie che, procedendo, sembrano mostrare due persone che hanno in comune le sole differenze, come due componenti differenti ma capaci di un aggancio in un qualche punto, come se le loro anime fossero costituite da due vuoti colmabili solo vicendevolmente; amanti? fratelli? Poi si inizia a chiarire il luogo, già suggerito discretamente ma non di meno passionalmente dalla musica, il Sud America, si capirà poi che siamo in Argentina. Ed ecco da cosa cerca di fuggire la donna; non già dalle passioni che l’hanno sempre infiammata, ma dalla privazione della libertà, dalla segregazione che si palesa al pubblico con la cruda, epica testimonianza ai limiti di un inquietante straniamento narrativo di una serie di ripetuti abusi,di una condizione carceraria.Lui, d’altro canto, è vittima della sua apparente libertà, la libertà di chi ha sempre avuto tutto, troppe sicurezze e dunque niente per cui arrovelare la mente, affilare le unghie e combattere, rodersi, avere una sana e positiva fame di ’spaccare tutto’, libero di muoversi in una prigione dorata, ma non così tanto: lui, capiamo, è figlio di un generale argentino golpista, che contribuì attivamente a creare l’oligarchia militare sanguinaria che negli anni ‘70 rovesciò il governo ed instaurò un regime basato sulla tortura, l’omicidio, la totale assenza di ogni forma di libertà, per cui, come in quasi tutto il centro e sud america, gli studenti universitari dissidenti venivano sequestrati, torturati e fatti sparire senza che di loro si avessero più notizie. Ora è tutto chiaro; la donna è una ex studentessa universitaria dissidente arrestata dal governo, incarcerata e torturata, e l’uomo è il figlio ormai adulto di un feroce militare che è tra i principali responsabili di quelle sanguinose barbarie subite da migliaia di persone come la ragazza…In un testo costruito in modo ineccepibile, con tutta la potenza di chi sa narrare le grandi cose con l’occhio sempre rivolto al lato umano e persino quotidiano delle vicende, lo spettatore vive in parallelo due facce della dittatura; la faccia più brutale, quella storico-politica, rappresentata dalla ragazza e dalla sua prigionia, dalle candele accese davanti a lei, il lume della ragione da non perdere mai, o forse gli spiriti degli altri ‘desaparaçidos’, o forse il lume della ragione tenuto vivo anche col ricordo di chi è morto ingiustamente, dal suo volto sempre in bilico tra leggerezza giovanile, alienazione, sofferenza,distacco; e poi, l’impatto privato della dittatura, l’oligarchia severa ed intransigente, ovattante e capace di cancellare i sogni, vissuta tra le quattro mura domestiche, così come viene vissuta dall’uomo…Entrambi i protagonisti, isolati dai rispettivi microcosmi, soffrono nella perdita totale di una identità; lei cerca di salvare dentro di se il fervore politico, l’indignazione, le pulsione erotiche, l’ironia, ma quando è abusata e maltrattata, privata della libertà, allora diventa consapevolmente altro da se, tentando di rifugiarsi dietro il peso e la mutevolezza elastica delle parole, della loro capacità evocativa, cosicché ogni singolo termine sia come il tasto di un pianoforte, ognuno con un suono, una nota, un significato, da scegliere a seconda degli stati d’animo e delle situazioni, come un talismano, un acchiappasogni. E d’altar parte l’uomo, nella medesima condizione di privazione della libertà, o meglio di libertà vigilata, così messo all’angolo, strattonato e soffocato nella sua sensibilità dal padre padrone, che gli impedisce di coltivare la passione per la scrittura. Come se non bastasse poi, al primo contatto col mondo esterno, egli viene altrettanto messo in discussione, da divenire come la ragazza altro da se, ma non per autodifesa consapevole, anzi suo malgrado, perdendo così il proprio senso dell’Io. Siamo al punto: dittatura= silenzio-assenzo=tacito consenso= appiattimento= perdita di identità individuale. Cos’altro lega i due protagonisti? Solo il potere liberatorio della parole? l’Argentina? La perdita di libertà e autoconsapevolezza? La dittatura? C’è altro, molto altro che non è bene rivelare qui e ora. Ma una cosa, per dare ancora una spiegazione, la si può svelare: il tango, la danza di due corpi che si corteggiano e si rincorrono nel gioco della carne che vibra sotto una compostezza ed una dignità sempre ad un passo dal vacillare ma che non crolla mai, e tiene sempre la tensione tra libido e grazia; il tango, cifra distintiva di un popolo, del suo folklore, della sua storia, e dunque anche dei suoi drammi, la colonna sonora di una stirpe e delle sue vicende, dei colori di una terra, e del sangue che è stato versato, innocente o colpevole, e che è diventato nel tempo parte della linfa di quella terra; il tango, ragione di passione da riscoprire per ritrovare una identità per lui, tenero ricordo di giovetù, amore e condivisione libera per lei; il tango, luogo d’incontro tra entrambi i protagonisti, tra i loro mondi, che galeotto culla entrambi con le sue note calde e suadenti, che diviene grembo sicuro che spezza il karma della tirannia e del sangue che li perseguita e li eleva in un non luogo e non tempo più puro e mondato di quello da cui entrambi, separati, erano partiti con la loro testimonianza ad inizio spettacolo; il tango come la Grazia, il tango che unisce, che valica i confini del suo più ovvio e noto significato erotico, e si fa simbolo al tempo stesso di un’idea di penetrazione carnale così profonda che più che un ‘espugnazione’ dell’uomo nella donna, più che assedio del piacere, diventa ricerca di un rifugio sicuro, chiusura del cerchio, ritorno al grembo, desiderio di protezione e rinascita, dunque forse di riscatto, di perdono, di poter ricominciare con una identità che nessuno, oltre se stesso, possa plasmare. ‘Tango’ è l’Olocausto che nessuno ha mai raccontato con la giusta risonanza ed attenzione, il ‘fratello minore’ delle stragi di massa, forse perché distillata nel tempo ed attraverso l’omertà, simile a quelle che speriamo il teatro si appresti a raccontare con la medesima forza: la Bosnia, il Cile, il Nicaragua, la Nigeria ed il Corno d’Africa, il Ruanda, il Bangladesh, la Palestina(per cui fortunatamente già si sta facendo, ad esempio il bellissimo ‘Terra di latte e miele’, lungo monologo con Ottavia Piccolo!), e, ultimi solo in ordine di tempo, l’Iraq e l’Afghanisthan. Non c’è pateticità, non c’è statistica politica, non proiezioni di volti e nomi, non effetti illusori, ma solo l’impatto delle cose storiche sul quotidiano e sui sentimenti, di gran lunga il modo migliore di raccontare al pubblico in una chiave per così dire ‘pop’, determinati argomenti e fatti. Negli anni sessanta e settanta i discorsi di questo tipo ruotavano intorno a ‘il sistema corrotto, e gli idealisti romantici’ ‘noi contro il sistema’.Ma oggi sappiamo quanto il male sia insidioso e quanto non ci si possa estraniare dal sistema per combatterlo, anche perché il sistema è ai giusti che dovrebbe appartenere, non si combatte contro il frutto, ma contro chi cerca di farlo marcire, sono loro che vanno isolati, non il frutto che deve stare a disposizione di chi sa e vuole curarlo! Questo vale per ogni forma di tirannia ed ogni tipo di strage; dalla criminalità organizzata, alla corruzione politica, alle dittature, che di per se raccolgono queste ed altre forme di male. Così la portagonista femminile di ‘Tango’, scendendo tra gli spettatori-testimoni di ciò che non può e non deve mai più essere ignorato, ricordando forse i suoi anni da studentessa dissidente, grida quasi pregando ‘Non Mollate, i nostri ideali sono come i vostri! Non mollate siamo stessa faccia, stesso cuore! Stessa Faccia, stesso cuore!…’ Oltre al Comune di Roma ed altri enti, anche Amnesty International ha deciso di patrocinare lo spettacolo per dare eco ancora più autorevole a questo messaggio.

Amnesty si batte da decenni, a cominciare dagli Stati Uniti, per denunciare abusi, torture, brutalità e tirannie nel Mondo: ricordate l’Argentina, ricordate i morti causati in Cile dal generale Augusto Pinochet, quelli di Franco nella Spagna della Seconda Guerra Mondiale, quelli in Russia di Stalin, in Bosnia Erzegovina da Milosevich e dal generale Karazich, in Iraq da Saddham Hussein prima e dagli americani poi, in Nicaragua dai sanguinari Kontras(segretamente finanziati da anni dal governo di Ronald Regan!), i morti per mafia, camorra e andrangheta, i cattolici in Cina privati come i tibetani della libertà di culto, i profughi siriani, i libanesi ed i musulmani palestinesi massacrati e costretti in fuga dalla tracotanza del governo sionista d’Israele, gli irlandesi che hanno subito la repressione britannica o dei loro stessi conterranei solo perché cattolici, i nordafricani schiacciati da dittature militari corrotte sostenute e foraggiate da persone che oggi continuano a sedere al tavolo delle Nazioni Unite e che sono tra i principali acquirenti di armi al Mondo, i bambini portati via dalle famiglie e costretti a lavorare nelle fabbriche, o messi con un fucile in braccio e mandati avanti tra mine e trincee dai signori della guerra africani, i prigionieri politici torturati a Abu Grahib in Iraq e a Quantanamo. Non ci sono stati purtoppo soltanto i morti e le vittime del nazi-facsismo. Non dimenticate, e continuate a denunciare, a discutere, e che il mondo dell’arte e della letteratura continuino a segnalare, prima che si arrivi a pensare che tutto ciò è accaduto a qualcun’altro, e che noi oggi siamo più consapevoli ed attenti…la libertà costa sempre, abbassare la guardia costa. Perciò, NON MOLLATE, SIAMO STESSA FACCIA, STESSO CUORE, NON MOLLATE!

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