Marzo 2, 2007

Carissimi, nella presentazione ho già spiegato che vengo da Napoli, o meglio, dalla provincia, esattamente da Melito, realtà non facile e non felice. La cosa mi tocca sempre in modo indiretto, ma non è una buona ragione per non preoccuparesene. Ora qualcuno potrà aspramente commentare che stò usando il blog per fini nepotistici, ma la cosa che stò per fare ha un peso ed un valore legato allo spirito del blog stesso, e va oltre il legame di sangue: Mario Orefice, mio fratello, laureando alla Carlo Bo’ di Urbino, e più giovane di me di sei anni, ha da poco iniziato un’attività part-time per il ‘ROMA’ come corrispondente della provincia. L’interesse che condividiamo; l’attenzione verso ciò che accade intorno a noi, nelle sfumature di tutto ciò che ha a che fare con il sociale. Lui ha scelto la via del giornalismo, ed io…bé, cempre di media di comunicazione si tratta. Quello che viene di seguito riportato è l’articolo della pagina della provincia che uscirà sul prossimo numero del ‘ROMA’, e riguarda da vicino tutte le problematiche strutturali più urgenti di un Comune, Melito appunto, da diverso tempo commissariato.Va da se che potete rivolgere sempre commenti o domande. Grazie dell’attenzione, spero che questo sia il primo di una lunga serie…

                                                         MELITO

 

              L’ANNO ZERO DI UN COMUNE CHE VUOLE TORNARE A VIVERE

 

Una realtà anacronistica,post-Unitaria.Questi gli aggettivi che potrebbero dare un’idea del modus vivendi della politica locale fino ad oggi.

Un legame profondo tra affari pubblici e privati,la percezione del ruolo di “servitore dello Stato” rovesciata in un asservimento del medesimo ad esigenze personali o,al massimo,familiari.La capacità operativa di un organo così importante come il consiglio comunale ridimensionata da sindaci accentratori di potere,al di là di ogni colore politico.

Insomma ,un quadro desolante quello dipinto nel corso della conversazione con l’attuale commissario prefettizio Vittorio Alfino.

Ex questore di Sanremo e Trento,uomo di lunga esperienza,egli è stato in grado di riconoscere problemi e necessità del paese,ma,anche e soprattutto,di portare soluzioni,risposte ai cittadini.

E qualcosa,in effetti, si sta facendo e si farà al fine di restituire ai suoi legittimi rappresentanti questo comune martoriato.Alcuni esempi.

Innanzitutto un piano di riorganizzazione interna dell’amministrazione che punti a razionalizzare il personale e ad elevare il livello delle competenze. La regolamentazione delle assunzioni dei vigili urbani e il reperimento di impieghi adeguati per gli L.S.U ,in osservanza a quanto previsto dalla legge finanziaria 2007.

Oltre a potenziare il controllo sul territorio,l’amministrazione transitoria ha anche  stilato ed imposto un nuovo contratto d’affitto a quei commercianti ambulanti che,oramai da anni,utilizzavano i box comunali per il mercato ortofrutticolo settimanale pagando delle cifre irrisorie.

Resta la ferma volontà di risolvere il problema della “monnezza”. Attraverso un lungo e faticoso braccio di ferro con
la Multiservizi  S.p.A  si è giunti alla stipula di un nuovo accordo sullo smaltimento rifiuti che ha garantito,tra l’altro, l’introduzione di un sistema per la raccolta differenziata mediante le famose  “campane ecologiche”.

Al fine di valorizzare la posizione strategica del paese e nella speranza di fluidificare l’intensa circolazione veicolare tra provincia e città  verrà,inoltre, approvato entro la fine del mese un piano alternativo per la viabilità.

Ovviamente c’è ancora tanto da rinnovare ed ancora di più da costruire.