Bene, tanto per cominciare, a quanto sembra il precedente, o i due tre precedenti articoli, non sono stati di sufficiente interesse per tutti.Forse le domande sono state mal poste, o forse dovreste limitarvi ad esprimere i vostri pareri al numero di TRL….Scortese? Forse, ma magari questo è un modo per iniziare a chiarire meglio l’identità del blog…Comincio con l’articolo uscito oggi sul ROMA a cura di Mario…A voi impressioni e commenti
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TAPPE. 14 maggio 1981. Viene approvato il decreto legge n. 219 che istituiva un fondo straordinario per la costruzione di alloggi in grado di accogliere le vittime del terremoto in Irpinia del novembre 1980. Terremoto con epicentro in provincia di Avellino che mise in fuga 300.000 sfollati e causò poco più di 2.700 morti.
1991. In ordinanza a quanto previsto dalla 219 vengono ultimati i lavori per la costruzione del primo nucleo abitativo. Il complesso residenziale ha una capienza prevista per 665 nuclei familiari. Nello stesso anno quegli alloggi sono occupati secondo una graduatoria prevista da una commissione centrale istituita ad hoc che è stata capeggiata dal presidente della Regione Campania dell’epoca.
2001. La gestione dell’imponente struttura passa nelle mani dell’amministrazione locale. Parallelamente viene erogato un fondo di circa 5 milioni di euro vincolato alla ristrutturazione e normalizzazione delle cosiddette “palazzine”. |
MELITO
LE PALAZZINE DEL D.L 219 : UN TEMPO SOLO CASE POPOLARI,OGGI,CENTRALE DI SPACCIO E CRIMINALITA’.
Verrebbe da chiedersi,a questo punto, che cos’è questo paese oggi?, cosa è cambiato in poco più di venti anni?. La domanda trova una risposta allo stesso tempo complessa per le cause storiche che si intrecciano e si rimandano,ma, anche piuttosto semplice se paragonata a quanto avviene in tanti altri comuni e quartieri-città di Napoli. Scampia,Forcella,Sanità sono compagni di sventura di via Madrid e via Atene;tutti figli della stessa madre che,una volta partoriti i propri figli,li abbandona non volendoli riconoscere come sue creazioni.
Nei dieci anni di gestione centralizzata i controlli e le supervisioni erano scarsi così che le palazzine hanno avuto tutto il tempo di crescere dietro una parvenza di regolarità. I politici di turno,poi, individuarono in quell’imponente struttura un enorme,succoso bacino elettorale che andava tutelato e coccolato. Il quadro lasciato oggi nelle mani dei politici e della popolazione civile è, a dir poco, desolante. Quel figlio,col passare degli anni, è diventato un mostro come il Frankestein che,spinto dalla voglia di libertà,si ribella contro il suo stesso creatore. Affitti dall’importo irrisorio (non si va al di là dei 60 euro mensili) che non vengono pagati quasi da nessuno. Abitazioni abbandonate perché non più assegnate erano diventate e sono tuttora il luogo dove criminali e ragazzini cresciuti per strada ancora si allenano a distruggere e rovinare tutto quello che gli capita tra le mani. Nel frattempo incominciano a sorgere garage,solai e mansarde che ampliano,spesso raddoppiandolo,lo spazio di una casa popolare diventata troppo piccola, troppo stretta. Dal giorno alla notte nascono cantieri che disegnano nuove geometrie,nuovi territori. Sono le roccaforti dello spaccio e della criminalità organizzata. Tuttavia bisogna elogiare coloro che pagano ed hanno sempre pagato poiché ,nel generalizzare, si corre di frequente il rischio di perdersi qualcosa. Di fatti,un grosso elogio va a tutti i melitesi che da anni pagano le tasse di cui, una buona fetta viene impiegata solo per far fronte alla manutenzione ordinaria dell’ecomostro come riparare o collaudare un ascensore,mettere a posto delle tubature o un palo della luce divelto. Si aggira,invece, intorno ai 100.000 euro annui la somma sborsata per coprire tutte le altre spese da parte di un comune,di una cittadinanza che da sei anni ormai fa da tecnico,manutentore,factotum ed amministratore di condominio ad una struttura,sulla carta,villaggio felice costellato di attività commerciali,scuole e aree verdi è diventato,nella realtà, poco più che un buco nero di investimenti continui.
Si pensi,in fine,che solo per riparare o collaudare gli ascensori periodicamente vengono rimessi dal comune circa 3.000 euro a fronte di quote condominiali pari circa allo zero. In ogni caso qualche piccolo passo si sta facendo. Dall’inizio del 2006 è stata istituita una commissione composta di geometri dell’ufficio tecnico e vigili urbani sostenuti dai carabinieri,che sta cercando di comporre un quadro preciso della situazione. Si prevede che entro la fine di quest’anno, una volta terminati i lavori di restaurazione e soprattutto,una volta finito il fondo a disposizione, la struttura verrà affidata ad un mediatore immobiliare ed allora si deciderà finalmente cosa farne. Tuttavia,questo rimante solo uno dei tanti terribili colossi edilizi che costellano le strade di un paese ingrassato a dismisura sulla lunga,lunghissima scia di investimenti poco leciti e,spesso, consentiti da politici ed amministratori scriteriati e proiettati esclusivamente verso la promessa di voti. Voti in nome dei quali si è preferito sacrificare immediatamente e senza rimpianti il bene e il quieto vivere di un paese di provincia,diventato,così,una moderna centrale di malvivenza e vandalismo. Certo,voglio ripeterlo, tra questi ci saranno certamente bisognosi ed onesti. Dimostrino,però, di esserlo fino in fondo non solo pagando il dovuto,ma,denunciando con fermezza ciò che i loro poco raccomandabili vicini fanno,o peggio ancora, non fanno.
MARIO OREFICE
Per proseguire due chiarimenti:
Punto numero UNO: I due ingegneri dell’ENI tentui in ostaggio dai ribelli nigeriani(e dall’incompetenza dei loro ’superiori’) sono finalmente a casa, e notizie sull’ultimatum si attendono a breve da Kabul per il giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo. Ora, i nigeriani sono tra i popoli del Nordafrica da sempre in ostaggio delle politiche coloniali dell’Occidente ricco, e della conseguente diseguaglianza sociale che a sua volta ha creato le sperequazioni politico-economiche che l’hanno lasciata in stato di arretratezza e povertà per secoli! Già è presuntoso persino chiedersi cosa loro possano pensare dei nostri sporadici gesti di cristiana, caritatevole beneficenza, quando il vero nocciolo della questione per il Terzo Mondo è il razzismo di base per cui ci rifiutiamo di mettere a loro disposizione mezzi di sussistenza e tecniche di sviluppo commerciale(le sacche di povertà fanno molto comodo, specie per gli accordi tra dittatori militari locali e governi occidentali per scambi di armamenti, droga, come quella coltivata in Afghanisthan, o risorse minerarie, come i diamanti in Sierra Leone o il petrolio, guarda un pò, proprio in Nigeria!). Figuriamoci se, con tali premesse sia anche solo pensabile poter giudicare il fatto che, esasperati dalla povertà, certi popoli si organizzino in gruppi armati di rivolta, o peggio, che possano cadere nelle mani di ricchi uomini d’affari senza scrupoli capaci di fomentare odio e malcontento per crearsi un braccio armato e continuare i propri affari! E’ così in Nigeria, nel Nord Africa in genere, in Afghanisthan e pure così è in Iraq, la stessa medesima situazione, con la gente esasperata dall’eterna impossibilità di autogestirsi e di dar spazio reale a tutti coloro che davvero vogliono creare democrazia nel proprio paese. Ci sono poi altri paesi del Terzo Mondo, come quelli del Centro America o del Sud America, dove i rapimenti sono all’ordine del giorno per turisti e potenziali investitori stranieri, vuoi per ideali da difendere, vuoi per ricavare soldi e sopravvivere; per capirci meglio? provate ad immaginare di essere circondati da centinaia, migliaia di Scampie, solo con più pascoli, più sparatorie, più armi, e meno, se è possibile, molto meno presenza di una parvenza di Stato.E soprattutto, con più sfollati, più mercato nero e meno risorse di sussistenza…sempre se è possibile immaginare di peggio. Ma che si riesca ad immaginarlo o meno, quel peggio c’è. Il vero problema alla radice è la risoluzione del debito estero, per chiarirci, i soldi con gli interessi che i popoli africani e non devono ai paesi ricchi per i finanziamenti ricevuti dagli anni ‘60 dai nostri governi, soldi che anzicché dare da vivere, sono finiti nelle mani dei dittatori militari corrotti che hanno preso parte in vari ruoli(di convenienza personale) alla Guerra Fredda.Il che spiega la diffidenza attuale di governi e banche occidentali a dare altri soldi. Ciò però non deve far perdere di vista l’altra faccia della medaglia, l’altro grave errore; lo sperpero di soldi per guerra oggi, con simili modalità, lo sta facendo l’alleanza anglo-americana(e chi come noi da appoggio con truppe e basi NATO) che stanzia per le guerre in Iraq e Afghanisthan fondi che con opere agricole, pozzi per l’acqua, scuole o attività commerciali, o ancora farmaci per colera, malaria e AIDS, salverebbero la vita a tante persone, darebbe loro casa, cibo, medicine e soprattutto il potere dell’istruzione, creerebbe nuovi mercati giovani e competitivi per rimpolpare l’economia globale, e così facendo, quei popoli diverrebbero alleati e non sarebbero preda di governanti corrotti, interessi egoistici o di ricchi approfittatori. Soprattutto, non sarebbero più schiavi dell’ignoranza, del non sapere che un’alternativa, almeno una, esiste.A questo scenario così frustrante, con la soluzione che sembrerebbe a portata di mano, si aggiunge il solito vecchio discorso delle grandi corporazioni occidentali che vanno a sfruttare le risorese di un paese arretrato che, per l’ignoranza del suo popolo, non sà come sfruttare a prorpio vantaggio tali risorse per stare sulle proprie gambe. Riflettete un pò su tutto questo, e ditemi come si fanno a biasimare i gurppi armati che vogliono che il loro paese sia indipendente, che NOI ce ne andiamo da casa loro? Da quando furono create le prime missioni per portare in Africa o altrove la religione cristiana anzicché cercare davvero di incontrare un’altra cultura, non è cambiato molto. La beneficenza è una vecchia favola, la parità di opportunità politiche, economiche, strutturali e sanitarie è solo una questione di GIUSTIZIA.
Punto numero DUE: Nei giorni socrsi il premier russo Wladimir Putin, ex agente e capo del KGB(servizi segreti russi),ricordiamolo, è stato qui in Italia a colloquio con il governo e soprattutto col Papa…Qualcuno di voi ha memoria di cosa sta succedendo ancora oggi, e da quando è caduta l’URSS, tra la Russia e la Cecenia? In breve: la Cecenia, come molte altre regioni dell’ex Unione Sovietica, vuole l’indipendenza, ed essere così riconosciuto come stato autonomo. Ma Putin non è esattamente daccordo con loro, e così, con metodi da vero agente del KGB, ha iniziato una campagna di distruzione porgressiva di ogni forma di indipendentismo ceceno, siamo arrivati ormai alla guerra civile, per non dire al genocidio. E Putin non s’è fermato davanti a nulla; l’attentato Kamikaze al Teatro di Mosca, quello nella scuola elementare, centinaia di civili, anche bambini, del suo popolo, massacrati dalla furia indipendentista che, lasciata bollire dall’indifferenza e dalla repressione, è diventata furia omicida-suicida.E come nella migliore tradizione delle dittature comuniste e post comuniste, come in Cina o in Centro America, ecco che nel bel mezzo di un’indagine giornalistica riguardante proprio le implicazioni Putin-Cecenia, la reporter che conduce la ricerca direttamente, la Politovskaia, viene ‘misteriosamente’ assassinata. Ancora una volta, la voce del coraggio e della verità che viene soffocata dall’intransigenza e dalla censura del potere accentratore che sa esprimersi solo con la violenza! Putin come Stalin. E proprio come Stalin, quest’uomo dall’aria apparentemente affabile per non dire impiegatizia, mite, si muove tranquillamente tra le Nazioni Unite ed i suoi rappresentanti, fa affari con l’occidente, come del resto li fa anche la sanguinaria e repressiva dittatura cinese moderna ancora di stampo Maoista, ove la manodopera viene sfruttata non solo all’interno, ma anche da multinazionali estere(anche italiane) le quali, come in tutto il Terzo Mondo, trovano modo di produrre in Cina tanto e velocemente a basso costo(per costo si intendono stipendi per operai), e anche di scaricare un pò di tasse…Putin, come Stalin, trova vicini molti politici di altri paesi così detti civili, e addirittura, post comunista ortodosso, incontra il Papa, rappresentante e pastore in Terra dei cattolici. E lui, il Papa? Capo della comunità mondiale dei cattolici, credenti osservanti ispirati da principi di giustizia, eguaglianza, solidarietà, lui? Il Papa, moralizzatore dei costumi che dall’inizio del suo mandato tuona contro il ‘relativismo culturale’ moderno, anticamera di scetticismo, laicismo e perdita dei valori etici fondamentali? Il Papa, che mette bocca in Italia in ogni tipo di questione, dall’uso delle cellule staminali per la fecondazione assistita(e ditemi voi che colpa ha una coppia che desidera davvero avere un figlio e non può averne naturalmente, e vuole decidere di non riocorrere all’adozione?) alla ’sconvenienza’ etico-morale delle coppie di fatto(perché non dare diritto legale completo a coppie di persone, dello stesso sesso, che desiderano davvero costrurire qualcosa di concreto assieme?) lui, il Papa, cosa ha detto a Putin di tutto questo?Niente Nulla. Quando il suo ben più degno predecessore, Giovanni Paolo II, ha girato il mondo sfidando anche vecchiaia e malattia, e ha affrontato i dittatori sudamericani, la Cina maoista che perseguitava(e perseguita) i cattolici, il comunismo dittatoriale nella sua nativa Polonia, dando forza contro il parere del resto del Vaticano, al capo della pacifica ma strenua rivolta operaia Lech Walesa, e dopo tanti anni ha sgretolato moralmente fino a farle crollare le basi ideologiche e fanatiche del vecchio mondo, diventando, con Regan e Gorbaciov, l’Uomo del Nuovo Mondo, il fautore del crollo dell’URSS e del Muro di Berlino, colui che ha portato alla fine dei vecchi sistemi di potere e della corsa agli armamenti nucleari.E Benedetto XVI, che si ritrova faccia a faccia(e senza bisogno di interpreti) un uomo da ‘vecchio mondo’ che adotta sistemi da vecchio gerarca, cosa dice in proposito, anche a nome dell’indignazione di tutti i veri cattolici e credenti che egli rappresenta? Nulla. Forse bisognerebbe rivedere la priorità degli argomenti su cui tuonare ed emettere sentenze, vero Sua Santità? E adesso, che nessumo mi venga a ripetere la vecchia storia annacquata dei massimi sistemi di potere, delle logiche di convenienza e di quanto foschi ed intricati siano i rapporti e le relazioni politico-economiche tra paesi o tra coalizioni. Scuse,ed ancora scuse, mantelli autoillusori di spavalderia, di cinismo e di disillusione che ci servono a dimostrare che siamo pronti a tutto e ci aspettiamo di tutto, perché ‘così va’. Scusatemi, ma questa non la voglio più sentire!
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