Altre doverose precisazioni

Marzo 16, 2007

Bene, tanto per cominciare, a quanto sembra il precedente, o i due tre precedenti articoli, non sono stati di sufficiente interesse per tutti.Forse le domande sono state mal poste, o forse dovreste limitarvi ad esprimere i vostri pareri al numero di TRL….Scortese? Forse, ma magari questo è un modo per iniziare a chiarire meglio l’identità del blog…Comincio con l’articolo uscito oggi sul ROMA a cura di Mario…A voi impressioni e commenti

 

 

                                                                

                                                                    TAPPE. 

14 maggio 1981. Viene approvato il decreto legge n. 219 che istituiva un fondo straordinario per la costruzione di alloggi  in grado di accogliere le vittime del terremoto in Irpinia del novembre 1980. Terremoto con epicentro in provincia di Avellino che mise in fuga 300.000 sfollati e causò poco più di 2.700 morti. 

 

1991.  In ordinanza a quanto previsto dalla 219 vengono ultimati i lavori per la costruzione del primo nucleo abitativo. Il complesso residenziale ha una capienza prevista per 665 nuclei familiari. Nello stesso anno quegli alloggi sono occupati secondo una graduatoria prevista da una commissione centrale istituita ad hoc che è stata capeggiata dal presidente della Regione Campania dell’epoca.

 

 

2001. La gestione dell’imponente struttura  passa nelle mani dell’amministrazione locale. Parallelamente viene erogato un fondo di circa 5 milioni di euro vincolato alla ristrutturazione e normalizzazione delle cosiddette “palazzine”. 

 

 

                                                                       MELITO

 

 

 LE PALAZZINE DEL  D.L  219 : UN TEMPO SOLO CASE POPOLARI,OGGI,CENTRALE DI SPACCIO E CRIMINALITA’.

 

 

Verrebbe da chiedersi,a questo punto, che cos’è questo paese oggi?, cosa è cambiato in poco più di venti anni?. La domanda trova una risposta allo stesso tempo complessa per le cause storiche che si intrecciano e si rimandano,ma, anche piuttosto semplice se paragonata a quanto avviene in tanti altri comuni e quartieri-città di Napoli. Scampia,Forcella,Sanità sono compagni di sventura di via Madrid e via Atene;tutti figli della stessa madre che,una volta partoriti i propri figli,li abbandona non volendoli riconoscere come sue creazioni.

Nei dieci anni di gestione centralizzata i controlli e le supervisioni erano scarsi così che le palazzine hanno avuto tutto il tempo di crescere dietro una parvenza di regolarità. I politici di turno,poi, individuarono in quell’imponente struttura un enorme,succoso bacino elettorale che andava tutelato e coccolato. Il quadro lasciato oggi nelle mani dei politici e della popolazione civile è, a dir poco, desolante. Quel figlio,col passare degli anni, è diventato un mostro come il Frankestein che,spinto dalla voglia di  libertà,si ribella contro il suo stesso creatore. Affitti dall’importo irrisorio (non si va al di là dei 60 euro mensili) che non vengono pagati quasi da nessuno. Abitazioni abbandonate perché non più assegnate erano diventate e sono tuttora il luogo dove criminali e ragazzini cresciuti per strada ancora si allenano a distruggere e rovinare tutto quello che gli capita tra le mani. Nel frattempo incominciano a sorgere garage,solai e mansarde che ampliano,spesso raddoppiandolo,lo spazio di una casa popolare diventata troppo piccola, troppo stretta. Dal giorno alla notte nascono cantieri che disegnano nuove geometrie,nuovi territori. Sono le roccaforti dello spaccio e della criminalità organizzata. Tuttavia bisogna elogiare coloro che pagano ed hanno sempre pagato poiché ,nel generalizzare, si corre di frequente il rischio di perdersi qualcosa. Di  fatti,un grosso elogio va a tutti i melitesi che da anni pagano le tasse di cui, una buona fetta viene impiegata solo per far fronte alla manutenzione ordinaria dell’ecomostro come riparare o collaudare un ascensore,mettere a posto delle tubature o un palo della luce divelto. Si aggira,invece, intorno ai 100.000 euro annui la somma sborsata per coprire tutte le altre spese da parte di un comune,di una cittadinanza che da sei anni ormai fa da tecnico,manutentore,factotum ed amministratore di condominio ad una struttura,sulla carta,villaggio felice costellato di attività commerciali,scuole e aree verdi è diventato,nella realtà, poco più che un buco nero di investimenti continui.

Si pensi,in fine,che solo per riparare o collaudare gli ascensori periodicamente vengono rimessi dal comune circa 3.000 euro a fronte di quote condominiali pari circa allo zero. In ogni caso qualche piccolo passo si sta facendo. Dall’inizio del 2006 è stata istituita una commissione composta di geometri dell’ufficio tecnico e vigili urbani sostenuti dai carabinieri,che sta cercando di comporre un quadro preciso della situazione. Si prevede che entro la fine di quest’anno, una volta terminati i lavori di restaurazione e soprattutto,una volta finito il fondo a disposizione, la struttura verrà affidata ad un mediatore immobiliare ed allora si deciderà finalmente cosa farne. Tuttavia,questo rimante solo uno dei tanti terribili colossi edilizi che costellano le strade di un paese ingrassato a dismisura sulla lunga,lunghissima scia di investimenti poco leciti e,spesso, consentiti da politici ed amministratori scriteriati e proiettati esclusivamente verso la promessa di voti. Voti in nome dei quali si è  preferito sacrificare immediatamente e senza rimpianti il bene e il quieto vivere di un  paese di provincia,diventato,così,una moderna centrale di malvivenza e vandalismo. Certo,voglio ripeterlo, tra questi ci saranno certamente bisognosi ed onesti. Dimostrino,però, di esserlo fino in fondo non solo pagando il dovuto,ma,denunciando con fermezza ciò che i loro poco raccomandabili vicini fanno,o peggio ancora, non fanno.   

 

                                                                                                                            MARIO OREFICE

    

 

 Per proseguire due chiarimenti:

 Punto numero UNO: I due ingegneri dell’ENI tentui in ostaggio dai ribelli nigeriani(e dall’incompetenza dei loro ’superiori’) sono finalmente a casa, e notizie sull’ultimatum si attendono a breve da Kabul per il giornalista di Repubblica Daniele  Mastrogiacomo. Ora, i nigeriani sono tra i popoli del Nordafrica da sempre in ostaggio delle politiche coloniali dell’Occidente ricco, e della conseguente diseguaglianza sociale che a sua volta ha creato le sperequazioni politico-economiche che l’hanno lasciata in stato di arretratezza e povertà per secoli! Già è presuntoso persino chiedersi cosa loro possano pensare dei nostri sporadici gesti di cristiana, caritatevole beneficenza, quando il vero nocciolo della questione per il Terzo Mondo è il razzismo di base per cui ci rifiutiamo di mettere a loro disposizione mezzi di sussistenza e tecniche di sviluppo commerciale(le sacche di povertà fanno molto comodo, specie per gli accordi tra dittatori militari locali e governi occidentali per scambi di armamenti, droga, come quella coltivata in Afghanisthan, o risorse minerarie, come i diamanti in Sierra Leone o il petrolio, guarda un pò, proprio in Nigeria!). Figuriamoci se, con tali premesse sia anche solo pensabile poter giudicare il fatto che, esasperati dalla povertà, certi popoli si organizzino in gruppi armati di rivolta, o peggio, che possano cadere nelle mani di ricchi uomini d’affari senza scrupoli capaci di fomentare odio e malcontento per crearsi un braccio armato e continuare i propri affari! E’ così in Nigeria, nel Nord Africa in genere, in Afghanisthan e pure così è in Iraq, la stessa medesima situazione, con la gente esasperata dall’eterna impossibilità di autogestirsi e di dar spazio reale a tutti coloro che davvero vogliono creare democrazia nel proprio paese. Ci sono poi altri paesi del Terzo Mondo, come quelli del Centro America o del Sud America, dove i rapimenti sono all’ordine del giorno per turisti e potenziali investitori stranieri, vuoi per ideali da difendere, vuoi per ricavare soldi e sopravvivere; per capirci meglio? provate ad immaginare di essere circondati da centinaia, migliaia di Scampie, solo con più pascoli, più sparatorie, più armi, e meno, se è possibile, molto meno presenza di una parvenza di Stato.E soprattutto, con più sfollati, più mercato nero e meno risorse di sussistenza…sempre se è possibile immaginare di peggio. Ma che si riesca ad immaginarlo o meno, quel peggio c’è. Il vero problema alla radice è la risoluzione del debito estero, per chiarirci, i soldi con gli interessi che i popoli africani e non devono ai paesi ricchi per i finanziamenti ricevuti dagli anni ‘60 dai nostri governi, soldi che anzicché dare da vivere, sono finiti nelle mani dei dittatori militari corrotti che hanno preso parte in vari ruoli(di convenienza personale) alla Guerra Fredda.Il che spiega la diffidenza attuale di governi e banche occidentali a dare altri soldi. Ciò però non deve far perdere di vista l’altra faccia della medaglia, l’altro grave errore; lo sperpero di soldi per guerra oggi, con simili modalità, lo sta facendo l’alleanza anglo-americana(e chi come noi da appoggio con truppe e basi NATO) che stanzia per le guerre in Iraq e Afghanisthan fondi che con opere agricole, pozzi per l’acqua, scuole o attività commerciali, o ancora farmaci per colera, malaria e AIDS, salverebbero la vita a tante persone, darebbe loro casa, cibo, medicine e soprattutto il potere dell’istruzione, creerebbe nuovi mercati giovani e competitivi per rimpolpare l’economia globale, e così facendo, quei popoli diverrebbero alleati e non sarebbero preda di governanti corrotti, interessi egoistici o di ricchi approfittatori. Soprattutto, non sarebbero più schiavi dell’ignoranza, del non sapere che un’alternativa, almeno una, esiste.A questo scenario così frustrante, con la soluzione che sembrerebbe a portata di mano, si aggiunge il solito vecchio discorso delle grandi corporazioni occidentali che vanno a sfruttare le risorese di un paese arretrato che, per l’ignoranza del suo popolo, non sà come sfruttare a prorpio vantaggio tali risorse per stare sulle proprie gambe. Riflettete un pò su tutto questo, e ditemi come si fanno a biasimare i gurppi armati che vogliono che il loro paese sia indipendente, che NOI ce ne andiamo da casa loro? Da quando furono create le prime missioni per portare in Africa o altrove la religione cristiana anzicché cercare davvero di incontrare un’altra cultura, non è cambiato molto. La beneficenza è una vecchia favola, la parità di opportunità politiche, economiche, strutturali e sanitarie è solo una questione di GIUSTIZIA.

 Punto numero DUE: Nei giorni socrsi il premier russo Wladimir Putin, ex agente e capo del KGB(servizi segreti russi),ricordiamolo, è stato qui in Italia a colloquio con il governo e soprattutto col Papa…Qualcuno di voi ha memoria di cosa sta succedendo ancora oggi, e da quando è caduta l’URSS, tra la Russia e la Cecenia? In breve: la Cecenia, come molte altre regioni dell’ex Unione Sovietica, vuole l’indipendenza, ed essere così riconosciuto come stato autonomo. Ma Putin non è esattamente daccordo con loro, e così, con metodi da vero agente del KGB, ha iniziato una campagna di distruzione porgressiva di ogni forma di indipendentismo ceceno, siamo arrivati ormai alla guerra civile, per non dire al genocidio. E Putin non s’è fermato davanti a nulla; l’attentato Kamikaze al Teatro di Mosca, quello nella scuola elementare, centinaia di civili, anche bambini, del suo popolo, massacrati dalla furia indipendentista che, lasciata bollire dall’indifferenza e dalla repressione, è diventata furia omicida-suicida.E come nella migliore tradizione delle dittature comuniste e post comuniste, come in Cina o in Centro America, ecco che nel bel mezzo di un’indagine giornalistica riguardante proprio le implicazioni Putin-Cecenia, la reporter che conduce la ricerca direttamente, la Politovskaia, viene ‘misteriosamente’ assassinata. Ancora una volta, la voce del coraggio e della verità che viene soffocata dall’intransigenza e dalla censura del potere accentratore che sa esprimersi solo con la violenza! Putin come Stalin. E proprio come Stalin, quest’uomo dall’aria apparentemente affabile per non dire impiegatizia, mite, si muove tranquillamente tra le Nazioni Unite ed i suoi rappresentanti, fa affari con l’occidente, come del resto li fa anche la sanguinaria e repressiva dittatura cinese moderna ancora di stampo Maoista, ove la manodopera viene sfruttata non solo all’interno, ma anche da multinazionali estere(anche italiane) le quali, come in tutto il Terzo Mondo, trovano modo di produrre in Cina tanto e velocemente a basso costo(per costo si intendono stipendi per operai), e anche di scaricare un pò di tasse…Putin, come Stalin, trova vicini molti politici di altri paesi così detti civili, e addirittura, post comunista ortodosso, incontra il Papa, rappresentante e pastore in Terra dei cattolici. E lui, il Papa? Capo della comunità mondiale dei cattolici, credenti osservanti ispirati da principi di giustizia, eguaglianza, solidarietà, lui? Il Papa, moralizzatore dei costumi che dall’inizio del suo mandato tuona contro il ‘relativismo culturale’ moderno, anticamera di scetticismo, laicismo e perdita dei valori etici fondamentali? Il Papa, che mette bocca in Italia in ogni tipo di questione, dall’uso delle cellule staminali per la fecondazione assistita(e ditemi voi che colpa ha una coppia che desidera davvero avere un figlio e non può averne naturalmente, e vuole decidere di non riocorrere all’adozione?) alla ’sconvenienza’ etico-morale delle coppie di fatto(perché non dare diritto legale completo a coppie di persone, dello stesso sesso, che desiderano davvero costrurire qualcosa di concreto assieme?) lui, il Papa, cosa ha detto a Putin di tutto questo?Niente Nulla. Quando il suo ben più degno predecessore, Giovanni Paolo II, ha girato il mondo sfidando anche vecchiaia e malattia, e ha affrontato i dittatori sudamericani, la Cina maoista che perseguitava(e perseguita) i cattolici, il comunismo dittatoriale nella sua nativa Polonia, dando forza contro il parere del resto del Vaticano, al capo della pacifica ma strenua rivolta operaia Lech Walesa, e dopo tanti anni ha sgretolato moralmente fino a farle crollare le basi ideologiche e fanatiche del vecchio mondo, diventando, con Regan e Gorbaciov, l’Uomo del Nuovo Mondo, il fautore del crollo dell’URSS e del Muro di Berlino, colui che ha portato alla fine dei vecchi sistemi di potere e della corsa agli armamenti nucleari.E Benedetto XVI, che si ritrova faccia a faccia(e senza bisogno di interpreti) un uomo da ‘vecchio mondo’ che adotta sistemi da vecchio gerarca, cosa dice in proposito, anche a nome dell’indignazione di tutti i veri cattolici e credenti che egli rappresenta? Nulla. Forse bisognerebbe rivedere la priorità degli argomenti su cui tuonare ed emettere sentenze, vero Sua Santità? E adesso, che nessumo mi venga a ripetere la vecchia storia annacquata dei massimi sistemi di potere, delle logiche di convenienza e di quanto foschi ed intricati siano i rapporti e le relazioni politico-economiche tra paesi o tra coalizioni. Scuse,ed ancora scuse, mantelli autoillusori di spavalderia, di cinismo e di disillusione che ci servono a dimostrare che siamo pronti a tutto e ci aspettiamo di tutto, perché ‘così va’. Scusatemi, ma questa non la voglio più sentire!


Segnalazioni

Marzo 13, 2007

Restando saldamente attaccati al tema dell’abuso e della consapevolezza dei diritti umani nel Mondo, segnaliamo:

In www.amnesty.it troverete in homepage un articolo importante sui prigionieri politici torturati a Quantanamo dagli americani, un luogo di vergogna che dovrebbe essere immediatamente chiuso e ricordato nella storia come simbolo di tutte le peggiori barbarie del Ventesimo/Ventunesimo secolo, i centosette anni di maggiore impennata del progresso e,ovviamente, di maggiore alienazione degli individui nel progresso, dunque di più veloce disgregazione della società e del nucleo familiare, dunque di brutalità ed imbarbarimento etico medioevale. Chiudete Quantanamo!

Il 12 giugno verrà pubblicato l’album tributo ‘Instant Karma’ che, come molti possono desumere dal titolo, conitene canzoni di John Lennon, uomo simbolo dell’arte come strumento di comunicazione che valica i confini della pura performance per diventare ‘Performance’ che scende dal palco e stabilisce un contatto così sanguigno con la gente e la strada da strattonarla, porle domande ed alzare  serie questioni, anche con le armi del surrealismo e della provocazione. I brani in realtà sono cover eseguite da artisti che negli anni, e con approcci e stili musicali diversi, hanno raccolto ed amplificato il messaggio di Lennon; R.E.M., Green Day, Yusso’n Dour, U2 e altri ancora. Alla band irlandese è affidata proprio la cover della tittle track del disco. I ricavati saranno tutti destinati ad Amnesty International, che a sua volta provvederà a distribuirli per salvare la popolazione martoriata del Darfur(in Nord Africa) dal corrente genocidio, altra strage di massa di cui nessuno parla; ricordiamo a proposito che il primo grande personaggio pubblico ad occuparsi del Darfur è stato l’attore americano George Clooney, il quale ha svolto un lavoro umanitario-giornalistico sul posto, creando un reportage di sensibilizzazione con l’aiuto del padre giornalista.

Last but don’t least, gira sempre di più la voce, ormai una vera e propria notizia più che un semplice ‘roumor’, a proposito del ‘S.O.S. Concert’, fortemente voluto dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti ai tempi di Bill Clinton, democratico convinto e grande studioso di clima ed ambiente, Al Gore. Gore,infatti, dai tempi del college svolge studi sull’impatto ambientale degli agenti inquinanti prodotti dall’uomo, specie le fonti energetiche non rinnovabili, in particolare il petrolio. Ormai, spero, sono rimasti davvero in pochi a credere che i risultati di certi convegni scientifici sulla non rilevanza dell’inquinamento umano sul riscaldamento globale possano considerarsi attendibili. Tutti ormai sappiamo che molti di quegli scienziati hanno rapporti di convenienza e contatti diretti con le grandi corporazioni che inquinano, molti sono coloro che si potrebbero definire ‘yes man i cui rapporti ufficiali devono servire a creare una facciata di rispettabilità a questa o a quell’azienda’ così da evitare loro ’fastidi’ o ‘rogne’ da parte degli ambientalisti! Il mega concerto dovrebbe avere luogo il 7 luglio prossimo(o comunque nel mese di luglio) e, come il Live8 del 2 luglio 2005 per la lotta alla povertà del Terzo Mondo, si svolgerà in più concerti in varie grandi città del mondo, col ‘main event’ ancora una volta a Londra, ma non si sa se ad Hyde Park o nel nuovo Stadio di Wembley. Moltissimi i nomi che formano la line up e che hanno già dato adesione; da Robbie Williams ai Green Day, dai Korn a Keynie West…Da confermare ancora la presenza delle star più attese dal pubblico in questo genere di eventi di sensibilizzazione, e che se confermassero sarebbero ospitati sul palco principale a Londra, gli U2.

Alla fine di tutto questo una domanda; fino a che punto un artista, un creativo, un comunicatore, può spingersi a trasformare una sua ‘performance’ artistica in qualcosa di tanto intimo, introspettivo, da valicare i confini dell’esibizione e sviluppare un impatto sociale? Può sempre un artista fondere con i mezzi del suo talento l’ intimismo, sentimenti personali ed opinioni, o farsi narratore dell’impatto delle grandi cose del Mondo sui sentimenti privati altrui? A che punto l’impegno di un artista smette di essere la capacità di immaginare il Mondo con occhi altrui e si trasforma in business? A voi 


Perché no?

Marzo 11, 2007

Rileggendo e ripensando all’articolo appena pubblicato, ho pensato di andare oltre: perché fermarsi a dare i recapiti di Amnesty? Dato che il mio vuole essere anche un blog informativo, perché non dare l’informazione completa? O meglio, un pò più completa, dato che i siti di Amnesty forniscono ampie informazioni legate anche ad eventi e storie che vanno assolutamente lette.Perciò, ho pensato di farmi anch’io portavoce di ciò che ha ispirato dal 1962 i principi di Amnesty, diritti acquisiti ed oggi considerati fin troppo scontati da troppe persone, e tuttavia ancora calpestati in molte parti del Mondo, che non tutti conoscono per intero e che tutti DEVONO avere ben presenti. Ecco a voi, la dichiarazione dei Diritti Umani. Esagerato? Perché no?

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8
Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri nonché della fondatezza di ogni accusa penale gli venga rivolta.

Articolo 11
1) Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

2) Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà deI pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13
1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.

2) Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14
1 ) Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.

2) Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15
1) Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. 2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16
1) Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.

2) Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

3) La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17
1) Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.

2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.

2) Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21
1) Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.

2) Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.

3) La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve sere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23
1) Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

2) Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.

3) Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.

4) Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25
1) Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

2) La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26
1 ) Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

2) L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

3) I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27
1) Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

2) Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29
1 ) Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

2) Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.

3) Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

 


Non Mollate!

Marzo 11, 2007

Il senso di compimento; quando un intrico apparentemente difficile da dipanare si risolve, quando le metafore appaiono rivelatrici come un’epifanìa salvifica, quando un barlume di semplicità scioglie i dubbi. ‘La verità vi renderà liberi’, ‘la penna è più potente della spada’…frasi ormai standardizzate, semplici, vere, semplicemente la verità. La verità dichiarata con le parole, la potenza catartica di semplici parole per raccontare verità inenarrabili, mettere l’uomo a confronto col proprio potenziale ferino e distruttivo, fargli conoscere fino all’esorcismo il proprio lato oscuro: ‘homo homini lupus’, forse è davvero questa la natura umana, e il compito del letterato e dell’artista è far sì che egli riconosca questo suo insito dualismo, lo affronti, e così facendo contribuisca a creare una civiltà migliore, dignitosa, rispettosa. Ecco dove l’arte è catalizzatore sociale, dove lo spettacolo, come fece Brecht, scende dal palco e diventa ‘epico’, da ‘epos’, cioè capace di mettere radici nel tempo e nella storia, nell’attualità e nelle genesi storico-politiche che l’hanno scaturita, nell’animo umano, nella sua psiche e nel modo in cui i suoi parametri mutano in concomitanza con gli eventi reali. Questo è ‘Tango’, il bellissimo spettacolo-testimonianza(in giro con successo già da sette anni!) ora al ridotto del teatro Bellini di Napoli, diretto da Francesca Zanni. La scarna scena è un luogo onirico, senza un vero spazio-tempo, dove il potere della parola e delle semplici metafore ha modo di emergere con la purezza del suo significato più universale: due storie parallele ed apparentemente slegate, due luci e due diverse prospettive..una donna piena di passione che cerca rifugio nel peso e nella mutevolezza di significato delle parole, ed ha l’aria di fuggire da qualcosa…un uomo, che cerca senza soluzione una passione, che non fugge,invece, che non ha nulla da cui fuggire, non ha stimoli, eppure c’è qualcosa che fugge da lui…Due storie che, procedendo, sembrano mostrare due persone che hanno in comune le sole differenze, come due componenti differenti ma capaci di un aggancio in un qualche punto, come se le loro anime fossero costituite da due vuoti colmabili solo vicendevolmente; amanti? fratelli? Poi si inizia a chiarire il luogo, già suggerito discretamente ma non di meno passionalmente dalla musica, il Sud America, si capirà poi che siamo in Argentina. Ed ecco da cosa cerca di fuggire la donna; non già dalle passioni che l’hanno sempre infiammata, ma dalla privazione della libertà, dalla segregazione che si palesa al pubblico con la cruda, epica testimonianza ai limiti di un inquietante straniamento narrativo di una serie di ripetuti abusi,di una condizione carceraria.Lui, d’altro canto, è vittima della sua apparente libertà, la libertà di chi ha sempre avuto tutto, troppe sicurezze e dunque niente per cui arrovelare la mente, affilare le unghie e combattere, rodersi, avere una sana e positiva fame di ’spaccare tutto’, libero di muoversi in una prigione dorata, ma non così tanto: lui, capiamo, è figlio di un generale argentino golpista, che contribuì attivamente a creare l’oligarchia militare sanguinaria che negli anni ‘70 rovesciò il governo ed instaurò un regime basato sulla tortura, l’omicidio, la totale assenza di ogni forma di libertà, per cui, come in quasi tutto il centro e sud america, gli studenti universitari dissidenti venivano sequestrati, torturati e fatti sparire senza che di loro si avessero più notizie. Ora è tutto chiaro; la donna è una ex studentessa universitaria dissidente arrestata dal governo, incarcerata e torturata, e l’uomo è il figlio ormai adulto di un feroce militare che è tra i principali responsabili di quelle sanguinose barbarie subite da migliaia di persone come la ragazza…In un testo costruito in modo ineccepibile, con tutta la potenza di chi sa narrare le grandi cose con l’occhio sempre rivolto al lato umano e persino quotidiano delle vicende, lo spettatore vive in parallelo due facce della dittatura; la faccia più brutale, quella storico-politica, rappresentata dalla ragazza e dalla sua prigionia, dalle candele accese davanti a lei, il lume della ragione da non perdere mai, o forse gli spiriti degli altri ‘desaparaçidos’, o forse il lume della ragione tenuto vivo anche col ricordo di chi è morto ingiustamente, dal suo volto sempre in bilico tra leggerezza giovanile, alienazione, sofferenza,distacco; e poi, l’impatto privato della dittatura, l’oligarchia severa ed intransigente, ovattante e capace di cancellare i sogni, vissuta tra le quattro mura domestiche, così come viene vissuta dall’uomo…Entrambi i protagonisti, isolati dai rispettivi microcosmi, soffrono nella perdita totale di una identità; lei cerca di salvare dentro di se il fervore politico, l’indignazione, le pulsione erotiche, l’ironia, ma quando è abusata e maltrattata, privata della libertà, allora diventa consapevolmente altro da se, tentando di rifugiarsi dietro il peso e la mutevolezza elastica delle parole, della loro capacità evocativa, cosicché ogni singolo termine sia come il tasto di un pianoforte, ognuno con un suono, una nota, un significato, da scegliere a seconda degli stati d’animo e delle situazioni, come un talismano, un acchiappasogni. E d’altar parte l’uomo, nella medesima condizione di privazione della libertà, o meglio di libertà vigilata, così messo all’angolo, strattonato e soffocato nella sua sensibilità dal padre padrone, che gli impedisce di coltivare la passione per la scrittura. Come se non bastasse poi, al primo contatto col mondo esterno, egli viene altrettanto messo in discussione, da divenire come la ragazza altro da se, ma non per autodifesa consapevole, anzi suo malgrado, perdendo così il proprio senso dell’Io. Siamo al punto: dittatura= silenzio-assenzo=tacito consenso= appiattimento= perdita di identità individuale. Cos’altro lega i due protagonisti? Solo il potere liberatorio della parole? l’Argentina? La perdita di libertà e autoconsapevolezza? La dittatura? C’è altro, molto altro che non è bene rivelare qui e ora. Ma una cosa, per dare ancora una spiegazione, la si può svelare: il tango, la danza di due corpi che si corteggiano e si rincorrono nel gioco della carne che vibra sotto una compostezza ed una dignità sempre ad un passo dal vacillare ma che non crolla mai, e tiene sempre la tensione tra libido e grazia; il tango, cifra distintiva di un popolo, del suo folklore, della sua storia, e dunque anche dei suoi drammi, la colonna sonora di una stirpe e delle sue vicende, dei colori di una terra, e del sangue che è stato versato, innocente o colpevole, e che è diventato nel tempo parte della linfa di quella terra; il tango, ragione di passione da riscoprire per ritrovare una identità per lui, tenero ricordo di giovetù, amore e condivisione libera per lei; il tango, luogo d’incontro tra entrambi i protagonisti, tra i loro mondi, che galeotto culla entrambi con le sue note calde e suadenti, che diviene grembo sicuro che spezza il karma della tirannia e del sangue che li perseguita e li eleva in un non luogo e non tempo più puro e mondato di quello da cui entrambi, separati, erano partiti con la loro testimonianza ad inizio spettacolo; il tango come la Grazia, il tango che unisce, che valica i confini del suo più ovvio e noto significato erotico, e si fa simbolo al tempo stesso di un’idea di penetrazione carnale così profonda che più che un ‘espugnazione’ dell’uomo nella donna, più che assedio del piacere, diventa ricerca di un rifugio sicuro, chiusura del cerchio, ritorno al grembo, desiderio di protezione e rinascita, dunque forse di riscatto, di perdono, di poter ricominciare con una identità che nessuno, oltre se stesso, possa plasmare. ‘Tango’ è l’Olocausto che nessuno ha mai raccontato con la giusta risonanza ed attenzione, il ‘fratello minore’ delle stragi di massa, forse perché distillata nel tempo ed attraverso l’omertà, simile a quelle che speriamo il teatro si appresti a raccontare con la medesima forza: la Bosnia, il Cile, il Nicaragua, la Nigeria ed il Corno d’Africa, il Ruanda, il Bangladesh, la Palestina(per cui fortunatamente già si sta facendo, ad esempio il bellissimo ‘Terra di latte e miele’, lungo monologo con Ottavia Piccolo!), e, ultimi solo in ordine di tempo, l’Iraq e l’Afghanisthan. Non c’è pateticità, non c’è statistica politica, non proiezioni di volti e nomi, non effetti illusori, ma solo l’impatto delle cose storiche sul quotidiano e sui sentimenti, di gran lunga il modo migliore di raccontare al pubblico in una chiave per così dire ‘pop’, determinati argomenti e fatti. Negli anni sessanta e settanta i discorsi di questo tipo ruotavano intorno a ‘il sistema corrotto, e gli idealisti romantici’ ‘noi contro il sistema’.Ma oggi sappiamo quanto il male sia insidioso e quanto non ci si possa estraniare dal sistema per combatterlo, anche perché il sistema è ai giusti che dovrebbe appartenere, non si combatte contro il frutto, ma contro chi cerca di farlo marcire, sono loro che vanno isolati, non il frutto che deve stare a disposizione di chi sa e vuole curarlo! Questo vale per ogni forma di tirannia ed ogni tipo di strage; dalla criminalità organizzata, alla corruzione politica, alle dittature, che di per se raccolgono queste ed altre forme di male. Così la portagonista femminile di ‘Tango’, scendendo tra gli spettatori-testimoni di ciò che non può e non deve mai più essere ignorato, ricordando forse i suoi anni da studentessa dissidente, grida quasi pregando ‘Non Mollate, i nostri ideali sono come i vostri! Non mollate siamo stessa faccia, stesso cuore! Stessa Faccia, stesso cuore!…’ Oltre al Comune di Roma ed altri enti, anche Amnesty International ha deciso di patrocinare lo spettacolo per dare eco ancora più autorevole a questo messaggio.

Amnesty si batte da decenni, a cominciare dagli Stati Uniti, per denunciare abusi, torture, brutalità e tirannie nel Mondo: ricordate l’Argentina, ricordate i morti causati in Cile dal generale Augusto Pinochet, quelli di Franco nella Spagna della Seconda Guerra Mondiale, quelli in Russia di Stalin, in Bosnia Erzegovina da Milosevich e dal generale Karazich, in Iraq da Saddham Hussein prima e dagli americani poi, in Nicaragua dai sanguinari Kontras(segretamente finanziati da anni dal governo di Ronald Regan!), i morti per mafia, camorra e andrangheta, i cattolici in Cina privati come i tibetani della libertà di culto, i profughi siriani, i libanesi ed i musulmani palestinesi massacrati e costretti in fuga dalla tracotanza del governo sionista d’Israele, gli irlandesi che hanno subito la repressione britannica o dei loro stessi conterranei solo perché cattolici, i nordafricani schiacciati da dittature militari corrotte sostenute e foraggiate da persone che oggi continuano a sedere al tavolo delle Nazioni Unite e che sono tra i principali acquirenti di armi al Mondo, i bambini portati via dalle famiglie e costretti a lavorare nelle fabbriche, o messi con un fucile in braccio e mandati avanti tra mine e trincee dai signori della guerra africani, i prigionieri politici torturati a Abu Grahib in Iraq e a Quantanamo. Non ci sono stati purtoppo soltanto i morti e le vittime del nazi-facsismo. Non dimenticate, e continuate a denunciare, a discutere, e che il mondo dell’arte e della letteratura continuino a segnalare, prima che si arrivi a pensare che tutto ciò è accaduto a qualcun’altro, e che noi oggi siamo più consapevoli ed attenti…la libertà costa sempre, abbassare la guardia costa. Perciò, NON MOLLATE, SIAMO STESSA FACCIA, STESSO CUORE, NON MOLLATE!

www.amnesty.ie  www.amnesty.org.uk  www.amnestyusa.org

Amnesty UK Human Rights Center, 17/25 New Inn Yard London, EC2A 3EY, United Kingdom

Amnesty USA, 5 Penn Plaza New York, NY 10001, USA

Amnesty Ireland, Sean MacBride House, 45 Fleet Street Dublin2, Ireland

Per saperne di più: www.amnesty.it


In Attesa di…

Marzo 8, 2007

In attesa di buone notizie su Daniele Mastrogiacomo, e sperando che si sgonfi presto il tira e molla mediatico, inutile e dannoso, del ‘è o non è una spia infiltrata in Al Qaeda’, e che si agisca per lui concretamente, e in più aspettando l’atteso voto di fiducia(speriamo sfiducia!) sul rifinanziamento italiano alla missione in Afghanisthan, torniamo ad occuparci di altro giornalismo, altrettanto importante e vicino alla nostra quotidianità.Ecco dunque un nuovo articolo di Mario Orefice, che stavolta si è occupato della situazione del comune di Villaricca…

VILLARICCA: VENERDI’ IL DIBATTITO DEI DS: «A SINISTRA PER IL SOCIALISMO EUROPEO». 

 Venerdi 9 marzo 2007 alle 18,presso la sala consiliare del Comune di Villaricca, la sinistra Ds dell’area giuglianese (Giugliano, Marano, Villaricca, Mugnano, Qualiano, Calvizzano) organizza una iniziativa pubblica per la presentazione della mozione congressuale presentata dall’ On Fabio Mussi (Ministro per la ricerca scientifica) “A sinistra per il socialismo europeo”.
Nel corso del dibattito saranno affrontati temi cruciali per il dibattito politico che si aperto in questi giorni: l’esigenza di un rinnovamento profondo della politica (senza trasformismi), il rilancio del tema del lavoro come cardine dell’azione politica e di governo, la lotta al lavoro nero (di cui se ne parla sempre meno), un rilancio dello sviluppo che sia sostenibile e strutturale, una seria politica di riforma del sistema scolastico. L’idea fondamentale della mozione Mussi è quella di riformare il partito dei Democratici di sinistra aprendo un profondo processo di rinnovamento a sinistra ponendo la centralità del lavoro e la dignità della persona al primo posto senza cedere all’idea di un cartello elettorale che promette di rappresentare tutto ed il contrario di tutto, il lavoratore e l’azienda, il consumatore ed il commerciante. Crediamo sia fondamentale dire chi e cosa si vuole rappresentare, senza confondere un accordo di programma con il sistema di valori di un partito. Nel corso del dibattito sono previsti gli interventi di Maria Gentile (Assessore Comunale di Marano), On. Michele Ciardiello (coordinatore Campania Mozione Mussi), Vincenzo Palumbo (Vice Sindaco di Villaricca), Umberto Ghigi (DS Giugliano), Raffaele Pirozzi (Consiglio Nazionale SDI) conclude Nicola Oddati (Assessore Comune di Napoli) Modera il dibattito Salvatore Salatiello (Segr. DS di Villaricca).

                                                                                                    comunicato stampa

                                                                                                La sezione DS di Villaricca            

Coming soon….Il conflitto sindaco-sindacati del comune di Giugliano…Prestate sempre Attenzione!