Presentazione
Il sottotitolo credo sia piuttosto eloquente; l’identità e lo sguardo. Una continua, tortuosa ricerca dell’identità personale, posta attraverso la metafora della scrittura, e delle eterne questioni che essa solleva; il confine tra arte e realtà, tra mera finzione e pericolosa mimesi della realtà, tra ispirazione e incapacità di sottrarsi ad una sorta di galeotto vampirismo nei confronti di verità e sentimenti che spesso l’autore sfiora soltanto col talento, pur non avendole magari neanche mai vissute. Al contempo, il romanzo è anche una ricerca, non di meno ossessiva ed urgente, sull’idea stessa di sguardo; il proprio verso se stessi ed il Mondo, quello degli altri su di se, fino al punto di rottura inevitabile, da cui le prospettive mutano imprevedibilmente e continuamente, così come le cose stesse che vengono osservate.